Elezioni milanesi/ Agguato della Moratti a Pisapia: si è passato il punto di non ritorno

Non c'è dubbio che la vicenda tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, segni l'ormai definitivo passaggio della politica italiana, dalla criminalità comune (nella quale a dir il vero navigava da tempo) alla ferocia allo stato puro. I fatti riportati in queste ore da tutte le testate online, sono noti, e stavolta anche semplici. Nel confronto televisivo su Sky che andrà in onda questa sera fra i due candidati sindaci della (ex) "capitale del nord", la Moratti ha accusato Pisapia di essere un ladro condannato e poi amnistiato.

Avrebbe, stando all'avversaria, rubato un furgone servito poi per un pestaggio (!!). I casi sono due: se fosse vera l'affermazione perentoria della Moratti non c'è dubbio che per Pisapia sarebbe un bell'autogoal, trattandosi tra l'altro di un notissimo professore di diritto penale e avvocato di grido. Anche se, ad onor del vero, a questa sua vecchia vicenda Pisapia aveva lui stesso fatto cenno più volte in questi mesi, parlando sempre però di assoluzione e non amnistia. Che i fatti di cui accusa la Moratti siano avvenuti una trentina d'anni fa, quando Pisapia (giovanissimo, politicamente impegnato) era probabilmente appena maggiorenne, non cambierebbe nulla.

Se però fosse vero quello che afferma Pisapia, che cioè all'epoca invece fu assolto con formula piena ("il fatto non sussiste"), sarebbe ancora più grave, perchè vorrebbe dire che la Moratti si sarebbe volontariamente prestata all'utilizzo di una notizia falsa (passatale probabilmente da qualche "manina" compiacente, ma non totalmente esperta, come avvenne per il caso "Boffo") e quindi trattandosi sicuramente di una calunnia, non potrebbe sfuggire a una certa condanna penale.

Anche perchè le modalità con cui questa clamorosa accusa di "ladro" rivolta all'avversario si sono verificate, non lasciano spazio al dubbio: non avendo la controparte diritto di replica - secondo le regole pre concordate del confronto televisivo - la Moratti l'ha fatto apposta (dolosamente per dirla in gergo tribunalizio) Quindi delle due l'una: o davvero Pisapia è un condannato per furto (sia pure poi amnistiato), oppure la Moratti è una diffamatrice. Il caso più paradossale, si verificherebbe qualora la Moratti dovesse vincere le elezioni a Milano e poi venisse condannata per diffamazione aggravata. E' incredibile ma, almeno stavolta, i fatti (questa volta non c'è spazio per le interpretazioni) portano a questa incredibile conclusione. In ogni caso, è un altro segnale che per il nostro Paese, il punto di non ritorno è passato da un pezzo. (nella foto: ecco come la Moratti, con la consueta finezza, ha salutato Pisapia all'inizio del dibattito).

Azazello

P.S.: d'ora in poi quando incontrate un politico che si autodefinisce "moderato" seguite il mio consiglio: scappate alla svelta!

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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