Economia/ Occhio ai titoli greci: si rischia di brutto!

Dai lanci di agenzia di stamattina, sembra evidente che il dramma del debito pubblico greco, stia arrivando, ormai, all'inevitabile epilogo. Con il titolo decennale che ormai paga un interesse del 16% e quello biennale che supera il 25% (!!!), è ovvio che nessun Paese potrebbe sopravvivere. A questo punto, l'unica curiosità è sapere "dove" saranno piazzati (tra le tante diavolerie dei "prodotti strutturati" presenti sul mercato finanziario mondiali) questi micidiali titoli che, dopo aver pagato lautissimi interessi a pochi, lasceranno in brache di tela moltissimi. Ci scommetteremmo, che gran parte di questa roba, i risparmiatori (non ultimi quelli italiani) se la ritroveranno nei pochi, superstiti, risparmi.

"Superstiti", perchè si tratta degli ultimi sopravvissuti alle periodiche falcidie, iniziate una quindicina di anni fa con i bond argentini, proseguite trionfalmente all'inizio di questo millennio con i vari crac "Cirio", "Parmalat", ecc. ecc. , e che tre anni fa subirono l'ultimo tracollo con i derivati del mercato americano (Lehman Brothers in primis). Già le agenzie segnalano, inoltre, questa mattina in modo frenetico... il peggioramento (definito burocraticamente: "alta pressione") del debito irlandese e portoghese il cui interesse, pur non arrivando alle assurdità della Grecia, supera largamente il 10%. Un livello quindi già chiaramente insostenibile per tutti. Sullo sfondo restano ancora due "semi-giganti", Spagna e Italia, le cui sorti si decideranno nella seconda parte di quest'anno, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche di stamattina sia del Presidente del Consiglio che del Ministro Tremonti, i quali ripetono da settimane che: "Siamo fuori dalla crisi...". (che, a dir il vero, per il premier non è nemmeno mai esistita). Infatti, basta guardarsi attorno...

w.

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