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NASCE ALIEUTICA!
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G.Boschetti
M.Marziani
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Pesci:
La Sandra o
Lucioperca
Descrizione : La Sandra o Lucioperca
contrariamente a quello che puo' far pensare il suo nome, non e'
un incrocio tra un luccio ed un persico. E' un pesce autoctono nativo
dell'Europa centrale ed immesso anche da noi . Appartiene alla stessa
famiglia del persico di cui ricorda vagamente la forma e la colorazione.
Come si puo' vedere dalla foto ha un corpo longilineo con un capo
piccolo rispetto all'intero corpo. La bocca e' piena di di numerosi
denti aguzzi comprendenti alcuni veri canini. La si trova nei fiumi
nelle zone a scarsa corrente, nei laghi, nelle lanche e nei rami
morti soprattutto in prossimita' del fondale. Da giovane ha un corportamento
gregario mentre da adulto tende ad essere solitario. E' in competizione
alimentare con il persico e con il luccio di cui, tra l'altro, e'
particolarmente ghiotta degli esemplari di piccola taglia. Predilige
cacciare nelle ore dell'imbrunire e notturne. Puo' raggingere il
metro di lunghezza e oltre i 10 Kg. di peso. Nelle nostre acque
la norma e' tra 1-4 Kg.
Artificiali : cucchiaini tra il n° 3 e il n°5 ( tra 9-15 gr. ) principalmente ondulanti ( tra 7 -12 cm. ), minnow ( rapala ) tra 9-13 cm. affondanti, vermoni ( tra 10-18 cm.), grub o falcetti ( tra 8-12 cm.) e soprattutto pesci di gomma della stessa dimensione dei minnow.
Azione di pesca : staziona prevalentemente
vicino al fondale ( meglio se piuttosto profondo ) in tutti il luoghi
che presentano ostacoli sia naturali che artificiali. Considerato
il fatto che si pesca prevalentemente sul fondo conviene inizialmente
sondare il luogo di pesca, innescando un piombo anziche' l'artificiale,
in maniera di avere un'idea della dislocazione dei vari ostacoli
presenti sul fondale. I cucchiaini, i minnow, i pesci di gomma i
vermoni ed i grub vanno recuperati lentamente. La migliore tecnica
di pesca e' quella del morto manovrato con esche ( pesciolini in
gomma ) montate col metodo Drachkovitch. In commercio si trovano
gia' pesci in gomma innestati in tal maniera. Per gli amanti del
fai da te prossimamente verra' spiegato come realizzarla. Riassumendola
brevemente consiste in un piombo posizionato in testa al nostro
pesciolino e di due ancorette sistemate una su un fianco ed una
sull'altro piu' in basso verso la coda.
L'esca va recuperata ( qualunque sia indipendentemente dal tipo
e dalla montatura ) nella seguente maniera : una volta che a raggiunto
il fondo dare alcuni strappetti col cimino della canna in modo che
risalga dal fondale guizzando stranamente, successivamente si recupera
molto lentamente ed in modo disordinato, con ulteriori colpetti
o spostamenti di direzione, diminuendo la velocita' di recupero
sino a fermarla in modo tale che l'esca si riposi sul fondo. Si
ripetono le stesse operazioni sino a portare la nostra esca a riva.
L'attacco a volte e' violento ma in genere si manifesta con un tocco
appena impercettibile oppure con una leggera tirata o uno spostamento
della lenza. Bisogna ferrare decisamente appena si avverte un urto,
trattenuta o leggero movimento. Si puo' chiaramente confondere con
l'urto di un'ostacolo del fondo, incagliando logicamente l'esca
e per questo motivo, come detto sopra, se non si conosce bene il
luogo di pesca e' meglio sondarlo in modo da capire meglio se l'urto
e' un probabile attacco od un'ostacolo. Nel dubbio ferrare comunque.
La difesa e' tenace.
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