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G.Boschetti
M.Marziani
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Itinerari : La Val di Lei
Come
arrivarci : In val di Lei ci si puo' arrivare a piedi
(per gli amanti del trekking) passando dalla Valchiavenna oppure
in auto passando dalla Svizzera. Nella prima ipotesi - la piu' suggestiva
perche' consente di ammirare paesaggi da sogno - bisogna, da Milano,
seguire la statale 36 (oggi una comoda superstrada) in direzione
di Lecco, poi Chiavenna e il passo dello Spluga. Prima di giungere
al passo dello Spluga si incontra Madesimo, nota localita' sciistica
della zona. Da qui, si prende la funivia del Groppera e poi si segue
a piedi (un'ora di cammino) la mulattiera che conduce in val di
Lei. Per arrivarci invece in auto, sempre da Milano, occorre arrivare
alla cittadina di Splughen in Svizzera, nel cantone dei Grigioni.
Splughen puo' essere raggiunta proseguendo la strada della Valchiavenna
oltre il passo dello Spluga. E' molto piu' comodo pero', Sempre
da Milano, imboccare l'autostrada per Como e poi proseguire in Svizzera
per Chiasso, Lugano, Bellinzona, il San Bernardino e Splughen. A
Splughen si prosegue per l'autostrada svizzera in direzione di Coira
fino all'uscita per Avers e dopo Innerferrera si svolta a destra
per la val di Lei. L'accesso alla valle e' consentito grazie ad
un tunnel che e' aperto solo da maggio a novembre, dalle 5 del mattino
fino alle 22. Dopo il tunnel bisognerebbe lasciare l'auto nel parcheggio
e attraversare la diga a piedi (al di la' della diga si e' di nuovo
in Italia). Se pero' non ci sono le guardie, molti aprono il cancello
del confine e passano con la macchina, in modo da poter usare l'automezzo
anche lungo la strada che costeggia la riva sinistra del lago. A
farlo pero' si rischiano conseguenze spiacevoli ed e' meglio lasciar
perdere. Anche perche' nel rifugio al di la' della diga si possono
tranquillamente affittare delle biciclette con le quali ci si sposta
benissimo lungo la sponda.
Descrizione
del luogo : Chi pensa che in Italia non esistano paradisi
per i pescatori vada in val di Lei e mi faccia sapere cosa ha provato
di fronte a questo grande lago di acqua cristallina incastonato
nelle Alpi centrali. Addirittura se lo si raggiunge a piedi dal
Groppera si rimane letteralmente incantati di fronte a questa lingua
azzurra lunga piu' di dieci chilometri che si stende tra i monti
del versante svizzero in una vallata a quota 2100 metri d'altezza.
Il lago di Lei e' un grande bacino idroelettrico formato da una
diga alta 173 metri che sbarra il corso del Reno di Lei, uno dei
torrenti che vanno a formare il fiume Reno una delle piu' importanti
via d'acqua d'Europa. L'invaso di Lei ricade naturalmente sul versante
svizzero delle Alpi, ma si trova in provincia di Sondrio in quanto
il piccolo comune di Piuro acquisto' quest'alpeggio nel XV secolo.
La costruzione della diga risale alla fine degli anni '50 e serve
a fornire energia elettrica alla Svizzera. Alla Confederazione elvetica
infatti appartengono territorialmente i 700 metri di cemento della
diga, all'ingresso della quale c'e' un tunnel con tanto di posto
di frontiera attraverso il quale il lago di Lei si puo' raggiungere
in auto passando dal cantone dei Grigioni. E sempre gli svizzeri
sono responsabili di gran parte del popolamento di questo bacino
italiano, compresa la presenza del salmerino namaikus o canadese,
un salmonide che nel lago di Lei raggiunge e supera abbondantemente
i 5 chili di peso. Oltre al namaikus, la fauna ittica e' composta
da salmerini, trote fario e bellissime iridee. Le trote arcobaleno,
seminate quasi esclusivamente allo stadio di trotelle, assumono
col tempo una colorazione argentea particolare e una capacita' di
difesa che sconvolge chi queste trote le ha conosciute solo nelle
cave a pagamento. L'iridea del lago di Lei - se di peso superiore
ai 4-500 grammi - una volta allamata oppone una resistenza incredibile
cercando di guadagnare la liberta con impressionanti salti fuor
d'acqua. Un vero spettacolo che fa passare le catture delle fario
in secondo piano vista la resistenza quasi passiva che, a pari peso,
questi salmonidi offrono una volta allamati. L'incontro con il salmerino
namaikus - abbastanza raro, malgrado la buona presenza, a causa
del divieto di usare il pesce vivo come esca - e' qualcosa di indescrivibile:
la canna si flette improvvisamente all'inverosimile e ci si trova
in un attimo ad avere a che fare con una vera e propria furia della
natura. E' meno raro di quel che si pensa vedere la canna lasciata
incustodita durante la pesca a fondo, partire alla volta degli abissi
lacustri. Chiaramente il posto per quanto ben popolato, rimane pur
sempre un lago alpino d'alta quota e a giornate prodighe di catture
si alternano sonori cappotti. Ma e' difficile barare con se stessi:
l'estrema limpidezza dell'acqua ci permette di vedere le trote,
in alcuni casi di lunghezze impensabili. All'alba e al tramonto
poi, i salmonidi entrano in caccia in superficie e allora il rumore
dei fragorosi salti a pelo d'acqua ci danno l'idea di quali trote
popolino questo lago. Altre volte e' possibile dopo ore di vuoto
totale imbattersi in un branco di salmerini che abboccano come fossero
alborelle e la quota di cinque pesci si realizza in un quarto d'ora.
Dopo si chiude la canna e ci si guarda in giro, assaporando l'aria
fina e cercando di intravedere camosci, cervi, caprioli e stambecchi
lungo il costone della montagna, mentre il fischio acuto delle marmotte
rompe il silenzio di questa valle incantata. Il lago di Lei e' lungo
una decina di chilometri e largo circa mezzo. La sponda sinistra
e' percorsa da una strada carrozzabile, mentre quella destra la
si puo' seguire solo a piedi. In linea teorica ogni punto del lago
e' pescoso. Le zone migliori sono pero' l'insenatura dove sbocca
un piccolo torrente a meta' della sponda idrografica sinistra; le
due rive dove si immette il Reno di Lei nel lago e, in sponda destra,
la zona dove entra nel bacino una fragorosa cascata. Se il lago
e' avaro di catture il Reno di Lei puo' risolvere in positivo una
giornata nata storta. Ma non sempre, solamente in settembre quando
le trote del lago risalgono il corso d'acqua spinte dall'istinto
riproduttivo. Allora e' possibile incontrare in questo torrente
che nasce dal ghiacciaio del Pizzo Stella (3163 m.) anche grosse
fario attorno al chilo di peso. Negli altri periodi dell'anno le
acque gelide del Reno di Lei sono popolate da rare fario di piccola
taglia. Anche se l'eccezione puo' essere in agguato dietro ad ogni
masso. La pesca sui laghi alpini della provincia di Sondrio, in
concessione all'U.P.S., apre solitamente verso meta' giugno. Nel
periodo d'apertura e' facile pero' che ci sia ancora la neve. Molto
meglio decidere di frequentare il lago di Lei a luglio, oppure a
settembre. Agosto non e' mai il mese ideale per queste acque, ma
se decidete di passare una vacanza in questi luoghi qualcosa lo
si cattura sempre. La pesca a spinning con rotanti, Rapala da 3-5
centimetri e piccoli ondulanti e' in grado di offrire, a differenza
di altri laghi di montagna, buone possibilita' di cattura. Se poi
non ci interessa riempire il cestino, ma dare la caccia al grosso
salmerino namaikus occorre armarci di buona pazienza e sondare il
lago a spinning con grossi Rapala da 9- 11 centimetri. Di solito
non si prende niente, ma quando si attacca un pesce...
Pesci
presenti : Trote e salmerini
Permessi
: Licenza di pesca + FIPSAS + permesso
Regolamento
: Il lago di Lei e il torrente Reno di Lei sono in concessione
all'Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio. Per pescare
e' necessario - oltre alla licenza - un permesso dell'UPS che puo'
essere annuale o giornaliero . Per l'annuale bisogna rivolgersi
direttamente all'Unione Pesca , il giornaliero (in vendita dal giorno
dopo l'apertura nei laghi fino alla chiusura della pesca) si acquista
invece nei negozi di pesca e in molti pubblici esercizi della provincia
di Sondrio. Si possono acquistare anche piu' permessi con la data
di quando si pensa di andare a pescare. Si puo' pescare solo nei
giorni di lunedi', mercoledi', sabato e domenica. I capi catturabili
per ogni giornata sono 5 e vanno annotati sul permesso. La misura
minima e' fissata in 24 centimetri per le trote e 22 per i salmerini.
Oltre ai bigattini, sono vietate anche le uova di salmone e i pesci
vivi e morti. Si possono pero' usare quelli artificiali. La pesca
nei laghi alpini - quindi anche in quello di Lei - apre solitamente
verso meta' giugno e chiude la prima domenica di ottobre.
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