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G.Boschetti
M.Marziani
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Itinerari : La diga di Montedoglio
 Come
arrivarci : Punto di riferimento per raggiunge l'invaso
di Montedoglio e' la cittadina di Pieve Santo Stefano che si incontra
sulla E45 Cesena-Roma. E' questa la strada da fare per chi viene
dal versante adriatico (l'E45 si imbocca al casello di Cesena Nord
dell'A14) e da Perugia. Chi proviene dalla A1 deve uscire al casello
di Arezzo, raggiungere Sansepolcro e da qui imboccare l'E45 in direzione
nord. Da Pieve Santo Stefano l'invaso si raggiunge in localita'
Madonnuccia (seguire le indicazioni) o prendendo la vecchia strada
per Anghiari. In questo caso si arriva al lago attraverso delle
sterrate sulla sinistra all'altezza di Sigliano oppure si prosegue
per raggiungere la diga.
Descrizione
del luogo : Nell'alta valle del Tevere, in territorio
toscano, precisamente in provincia di Arezzo, circondata da monti,
boschi e torrenti da trote si trova la cittadina di Pieve Santo
Stefano. Zona quasi montana dove fino a ieri la pesca era quella
alla trota, o al massimo la passata a barbi e cavedani sul Tevere.
Poi, non molti anni fa, e' stata costruita la diga di Montedoglio
che sbarra il Tevere a valle della confluenza del torrente Singerna.
Ne e' nato un invaso di grandi dimensioni a fini irrigui e idropotabili.
Un bacino ancora in via di riempimento e di assestamento le cui
caratteristiche sono destinate a mutare nel tempo. Cosi' a Pieve
Santo Stefano si sono trovati di fronte ad un lago e a pesci nuovi,
provenienti dal Tevere, da bacini inglobati nell'invaso e da ripopolamenti
effettuati negli anni. Oggi la diga di Montedoglio ospita numerosi
ciprinidi (in prevalenza carpe, scardole e carassi), qualche trota
in discesa dal Tevere, dal Singerna e da altri piccoli tributari
e soprattutto predatori. Ci sono i lucci, e ce ne sono molti, di
tutte le dimensioni. Da quelli di pochi etti a quelli di tanti chili.
Se la taglia media delle catture e' attorno ai due chilogrammi non
mancano esemplari dai 4 ai 6 chili e sono stati cestinati anche
pesci molto piu' grandi. Assieme ai lucci ci sono tantissimi persici
reali, normalmente abbastanza piccoli, ma con punte di crescita
di tutto rispetto. Ultimamente poi sono in aumento anche i persici
trota. Se a questo si aggiunge che i pescatori locali non frequentano
molto il lago (lo fanno in misura maggiore i vicini umbri) e le
tecniche di pesca ai predatori sono molto da affinare, siamo di
fronte ad un itinerario a quattro stelle. Non e' pero' tutto oro
quel che luccica. Pescare non e' facile sia perche' ci sono scarsi
accessi all'invaso, sia perche' il continuo variare di livello sposta
i punti buoni di continuo, sia perche' l'acqua ha sommerso tutto
- piante, alberi, arbusti, strade - creando un habitat perfetto
per i predatori, ma allucinante per i pescatori. Cosa c'e' sott'acqua
e' ben difficile da sapere, ma pescando a spinning mettete pure
in conto di lasciare sul fondo un patrimonio di artificiali. Gli
stessi che, a livelli bassi, si raccolgono dagli alberi sommersi
come se fossero mele... Le zone piu' interessanti per i predatori
sono quella della Madonnuccia e, soprattutto, la sponda costeggiata
a una certa distanza dalla vecchia strada per Anghiari. I punti
precisi vanno pero' scoperti man mano che varia il livello dell'invaso.
E' uno sforzo di ricerca, ma vista la buona presenza di pesci vale
la pena di farlo. Altra zona di grande rilevanza, specie per chi
cerca i lucci, e' il Tevere immediatamente a valle della diga. Ovunque,
da riva, ci si trova comunque ad avere a che fare con un habitat
ricco di piante, arbusti, cannucce e ripari. Sono poche le zone
profonde e abbastanza libere da ostacoli. A Montedoglio l'esca principe
sono gli ondulanti da 15 a 20 e piu' grammi. Non solo gli ondulanti
permettono di lanciare molto distante da riva - dove in pieno giorno
e' piu' facile vedere qualche predatore in attivita' - ma sono appetiti
in misura senz'altro superiore rispetto ad altri luoghi. Vengono
infatti attaccati non solo dai lucci, ma anche dai black e in determinate
occasioni si tira su pure un persico reale dietro l'altro. Magari
si tratta di piccoli esemplari, ma rompono la monotonia mentre siamo
alla ricerca della grande cattura. Da segnalare poi che se il pesce
staziona volentieri al largo durante il giorno, al mattino presto
e soprattutto la sera e facile trovarlo in caccia a due passi da
riva. Ne consegue che prima di entrare in acqua con gli stivali
- operazione da fare comunque con precauzione perche' ci sono zone
molto fangose - e' sempre bene fare qualche lancio anche in poche
spanne d'acqua. Difficolta' di accesso e di localizzazione del pesce
a parte, il lago di Montedoglio vale comunque piu' di una battuta
di pesca perche' ha tutte le carte in regola per diventare uno degli
itinerari da lucci piu' interessanti dell'Italia centrale. Assolutamente
da non perdere per gli amanti del piu' affascinante predone delle
acque dolci.
Pesci
presenti : lucci, persico reale, black bass e cavedani.
Per chi non pesca a spinning sono presenti carpe, scardole e carassi.
Permessi
: Per pescare e' sufficiente la licenza. La zona - per
fortuna - e' ben sorvegliata, soprattutto dalla Forestale.
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