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NASCE ALIEUTICA!
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G.Boschetti
M.Marziani
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Esche:
Cucchiaino
Rotanti, tandem e ondulanti.
Descrizione : il cucchiaino e'
l'esca sicuramente piu' usata da chi pratica o inizia a praticare
lo spinning. E' realizzato completamente in metallo ed in commercio
ne esistono svariati modelli che possono essere divisi in due grandi
categorie: rotante o ondulante.
In breve il cucchiaino rotante
e' costituito da un asse in filo di acciaio su cui e' infilato un
corpo (zavorra), una o due palette ( si parla in questo caso di
rotante-tandem ) innestate o
direttamente ( il classico Martin ) o tramite un cavallerino ( tipo
Mepps, Ilba e via dicendo ) ed una ancorina. La forma della paletta,
a goccia o a foglia di salice, influenza l'angolo di rotazione della
stessa intorno al corpo. Piu' semplice e' il modello ondulante
formato da un pezzo di metallo di forma ovale allungata, piu' o
meno curvato, a cui in fondo e' agganciata, in genere tramite un'anellino,
un'ancorina. Entrambi non sono artificiali antialga, ma si possono
modificare in modo da farli diventare :
-
modifica ondulante-antialga : sfilare
dall'anellino l'ancorina e sostituirla con un amo antialga.
-
modifica rotante-antialga : bisogna
usare i modelli prodotti dalla Martin che sono smontabili, non
proprio facilmente. Estrarre il filo di acciaio dal fondo del
corpo dove e' attaccata l'ancorina e sostituirla con un amo
antialga, quindi reinserire il filo. Ci vuole un po' di pazienza
e buona manualita'.
Con i rotanti, seguendo le istruzioni di cui sopra, si possono
realizzare anche modelli tandem antialga o meno che hanno la particolarita'
di essere snodati quindi con movimenti piu' sinuosi ed attrattivi.
Pesci interessati e zone di lancio :
Tutti i predatori. In tutte le zone "calde" preferite dal pesce
che intendiamo insidiare cercando di evitare di lanciarlo in mezzo
o sopra gli ostacoli, visto che i "puri" cucchiaini non sono antialga.
Il discorso cambia nel caso si effettuano le modifiche di cui sopra,
dato che l'esca e' antialga la si puo' lanciare tranquillamente
in tutti gli ambienti sia privi che zeppi di ostacoli.
Quale acquistare : la misura si
sceglie in base al tipo di pesce da insidiare
-
trota, cavedano, persico reale, cheppia,
scardola : dal n° 0 al n° 2 ( e' quello piu'
usato ) che corrispondono a 1-6 gr. per il Martin e circa a
5 cm. max per gli ondulanti. Nel caso si voglia insidiare la
trota marmorata la misura puo' salire sino al n° 4-5 ( 9-12
gr. e 7- 9 cm.)
-
black-bass : dal n°2
al n°4 (6 - 12 gr. e 5 -7 cm. )
-
luccio : dal n° 4 in
su ( dai 9 gr in su e dai 7 cm in su ). In genere si utilizzano
modelli tandem. Tutti i modelli presentano un fiocco di peli
o lana rosso sull'ancorina.
-
sandra : cucchiaini tra
il n° 3 e il n°5 ( tra 9-15 gr. ) principalmente ondulanti (
tra 7 -12 cm. ).
-
siluro : dal n° 5 in
su ( dai 15gr in su ). In genere si utilizzano grossi modelli
tandem ed ondulanti.
Le colorazioni
sono molte. Tralasciando le teorie a corredo, andate sulle classiche
tinte argento e/o oro.
Come si recupera : Acque
stagnanti ( laghi , lanche, morte ) - in questi ambienti
l'unica forza che agisce sull'esca e' quella che gli imprimiamo
noi durante il recupero e la direzione seguita dalla stessa e' quella
lungo il nostro filo. Alzando o abbassando la canna si varia anche
la profondita', piu' si alza piu' sale verso la superficie. Nel
rotante, come specifica il nome, appena recuperato la paletta si
mette in movimento emettendo vibrazioni e lampi di luce riflessa
sul suo corpo che stimolano l'attacco dei pesci. Tenete la velocita'
piu' bassa che potete. Per rendere il movimento piu' vario e quindi
accattivante cambiate ogni tanto sia la velocita' che la direzione
di recupero. Discorso leggermente diverso per l'ondulante. Non essendo
dotato di un movimento proprio, per animarlo, oltre ai movimenti
di cui sopra, dovete dare anche qualche piccolo strappetto in modo
che guizzi.
Acque mosse ( fiumi, torrenti )
- qui le forze che agiscono sull'esca sono due; la prima e' quella
che imprimiamo noi ( identica a sopra ), la seconda e' quella impressa
dall' acqua che scorre con direzione sempre uguale ed intensita'
funzione della corrente. La forza finale che agisce sul cucchiaino
e' la "somma" delle due. Piu' che come muovere l'artificiale ( ci
pensa la "forza" a muoverlo in maniera efficace ), ci dobbiamo preoccupare
di farlo passare nei punti "caldi" in cui pensiamo ci sia il pesce.
Tralasciando spiegazioni teoriche di fisica, la traettoria della
nostra esca e' un'arco ( parabola ) con "pancia" piu' o meno accentuata
in funzione della corrente, velocita' di recupero e della posizione
della canna durante il recupero ( parallela o meno alla corrente
). Le ultime due ( velocita' e posizione ) si variano durante il
recupero per correggere la traettoria. Per prima cosa si lancia
possibilmente a monte del punto prescelto poi recuperando si cerca
di farlo passare nel punto che vogliamo. A valle di un ostacolo
emerso la corrente cambia moto e puo' essere nulla, dovete quindi
agire di conseguenza. Non e' semplice all'inizio, occorre un po'
di pratica.
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