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n° 3/99

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sommario

agricoltura
Le agevolazioni per i giovani della Legge 135

europa
Programmi comunitari, le prossime scadenze

europa
Promosso il pomodoro geneticamente modificato

europa
Fondi strutturali per le aree arretrate

europa
Aiuti strutturali ai Paesi candidati Ue

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Gli indirizzi utili

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Chiuso il procedimento europeo sugli aiuti all'occupazione in Italia

schede paese
Vietnam

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Schede paese

Vietnam

Tutte le informazioni utili e i punti di riferimento

Politica: uscito dalla guerra contro gli Usa, il Vietnam e' oggi un Paese nel quale, pur riconfermandosi il ruolo dominante del partito comunista, si sacrificano i principi del marxismo leninismo a favore dell'economia di mercato.

Principali indicatori economici:i dati in nostro possesso arrivano fino al '97 e dicono che il Pil e' in costante crescita: si e' passati dai 136.571 miliardi di Dong del 1993, ai 281.994 miliardi del '97. L'inflazione era, in quell'anno, del 6% e il tasso di disoccupazione al 6,5%. Il Paese importava per 11.955 milioni di dollari statunitensi, ed esportava per 8.798 (con un saldo negativo di 3.157).

Rischio Paese: La Sace (assicurazione del credito all'esportazione), pone il Vietnam nella quinta categoria per il Rischio Paese su sei (Uno minor rischio, sei maggior rischio).

Congiuntura: Come detto, l'inflazione (al 400 per cento nell'87) si e' stabilizzata su valori normali (6 per cento) mentre prosegue la corsa verso l'alto del prodotto interno lordo con previsioni di crescita ulteriore entro la fine del 2000. L'obiettivo di fondo del governo vietnamita e' migliorare l'efficienza economica mantenendo il ruolo centrale dello Stato. Il sistema ha tre inefficienza sostanziali:
- il deterioramento del settore industriale pubblico sostenuto direttamente dallo Stato a scapito del settore bancario, della competitivita', dell'industria privata e degli investimenti esteri
- la politica commerciale troppo restrittiva
- la fragilita' del sistema bancario

Interscambio commerciale con l'Italia: tra i Paesi della Ue l'Italia e' al quarto posto come cliente e al terzo come Paese fornitore dopo Germania e Francia. L'Italia esporta in Vietnam prevalentemente parti non elettriche di macchine e autoveicoli. A seguire anche colori e lacche, materie plastiche, parti di autoveicoli, tessuti in cotone. Le importazioni riguardano invece le calzature non in pelle e il caffe'. Incrementi anche nelle importazioni di oggetti cuciti vegetali, maglieria e calze sintetiche, pelli crude e mobili in legno e giunco.

Investimenti: Il Vietnam oggi consente ai partner esteri di detenere fino al cento per cento del capitale azionario in tutti i settori produttivi ad eccezione di quelli strategici. Agli investitori stranieri e' peraltro riconosciuto il diritto di rimpatriare gli utili (dopo aver pagato le tasse), i profitti, le remunerazioni per prestazioni di opere e di servizi, gli interessi sui prestiti, le quote di capitale investite o reinvestite nell'azienda e tutte le altre fonti di reddito. Tutti gli investimenti stranieri devono ottenere una licenza rilasciata dal ministero per la Pianificazione ad eccezione delle attivita' finanziarie che richiedono una specifica approvazione ministeriale. Dopo aver rilasciato la licenza, lo stesso ministero controlla la gestione e la performance dei progetti approvati.

Incentivi fiscali: sono concessi sotto forma di esenzioni d'imposta sui profitti, con riduzioni progressive nei primi anni d'attivita' dell'impresa e/o di una riduzione dell'aliquota generale; in particolare, il sistema vietnamita prevede:
- un'aliquota ridotta del 20 per cento (l'aliquota normale e' del 25 per cento) per i progetti che soddisfino almeno due dei seguenti criteri: impieghino almeno 500 lavoratori; impieghino tecnologie avanzate; prevedano un livello di esportazioni pari almeno all'80 per cento della produzione; prevedano un capitale minimo di almeno 10 milioni di dollari.
- un'aliquota del 15 per cento applicabile ai progetti nel settore delle infrastrutture, dello sfruttamento delle risorse naturali e minerarie, dell'industria pesante.
- un'aliquota del 10 per cento applicabile ai progetti con capitale straniero relativi a operazioni Bot (Build operate and transfer), rimboschimento e progetti di alto significato strategico.

Mercato del lavoro: benche' attratti dal basso costo della manodopera gli investitori stranieri sono scoraggiati dalla legislazione in materia di lavoro che include norme eccessivamente restrittive. Ad esempio:
- l'assunzione deve essere effettuata mediante l'Ufficio del lavoro o un'agenzia del Governo che percepisce, mediamente per ogni assunzione, l'8 per cento sullo stipendio mensile dell'impiegato;
- il personale straniero può essere assunto solo se il tipo di professionalita' richiesto non e' reperibile sul mercato locale;
- il salario minimo che l'imprenditore straniero e' obbligato a corrispondere e' sempre maggiore al salario minimo effettivo.

Disciplina doganale: la politica tariffaria scoraggia l'importazione di beni di consumo e incoraggia l'entrata di beni strumentali e di investimento. Le maggiori carenze strutturali del sistema tariffario vietnamita possono essere schematizzate come di seguito:
- elevata dispersione e confusione nell'applicazione di tariffe a tasso zero per numerosissimi beni e tariffe proibitive e divieti di importazioni su altri. Altre merci sono soggette a tariffe in eccesso del 60 per cento;
- 29 livelli di tariffazione diversi in relazione ai prodotti;
- elevata diversificazione e disparita' di trattamento delle possibili destinazioni d'uso dello stesso bene.

Alcuni strumenti nazionali ed europei di cooperazione:
- Legge n. 394 del 29 luglio 1981 (ha istituito un fondo rotativo per la concessione di finanziamenti a fronte di programmi di penetrazione commerciale in Paesi extra Ue. La richiesta va inviata al Mediocredito centrale e al ministero del Commercio estero, segreteria del Comitato Legge 394/81).
- Legge n. 83 del 21 febbraio 1989 (concede un contributo annuale sulle spese sostenute per l'esportazione di beni e servizi prodotti dalle imprese associate ai consorzi export. I contributi vanno chiesti al ministero del Commercio estero, direzione generale per lo sviluppo degli scambi - divisione I).
- Simest, legge n. 100 del 24 aprile 1990 (rappresenta un importante strumento diretto a promuovere la costituzione e lo sviluppo di joint venture all'estero con esclusione dei Paesi Ue).
- Asia Invest (programma dell'Ue che mette a disposizione degli operatori delle Pmi una serie di strumenti a sostegno delle attivita' di cooperazione ed in particolare:
- Business priming found, per preparare le imprese europee e locali allo sviluppo della cooperazione;
- organizzazione di occasioni d'incontro tra imprese per lo sviluppo della collaborazione industriale;
- Investment facility per la realizzazione di ricerche e studi su Paesi e settori specifici;
- estensione delle reti Bre e Bc Net per la ricerca partner.

Indirizzi utili per l'operatore:
Ambasciata vietnamita in Italia: via Clitunno 34 - 00198 Roma, tel. 068543223 - fax 068548501.
Ambasciata d'Italia in Vietnam: 9, Le Phung Hieu, Hanoi, tel. 008448256256, fax 008448267602,
e-mail embitaly@netnam.org

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