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Premio formazione 2000Anteprima Magazine Business newsletter economica dedicata agli operatori del settore industriale, terziario e agricolo che sviluppano i loro affari anche all'estero.
Vincitore del premio formazione 2000 Regione Lombardia, AFG - IFG
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n° 1/98

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sommario

finanziamenti
Agevolazioni per chi va nei Paesi extracee

europa
Cambia la durata dei prestiti europei per gli investimenti
Jev, fare affari in Europa


europa
Ecip, che cos'e'?

incentivi
"Bonus" fiscale per Pmi commerciali e turistiche

europa
Jop, opportunita' per fare... Centro
Mais e granturco transgenici: ecco il regolamento per l'etichetta


certificazioni
Perche' si', anche nel campo alimentare?
HACCP, per l'Europa e' l'unico sistema di garanzia igienica valido


schede paese
Argentina

brevetti e marchi
Quando le informazioni in possesso di un'azienda sono protette?

Indice dei numeri pubblicati | Torna ad E-dicol@ |

Brevetti e marchi

SAPETE CHE...

Di finanziamenti pubblici alle imprese si sente parlare spesso, ma e' molto difficile avere informazioni su chi li eroga, quali attivita' sono finanziabili, e soprattutto qual'e' l'iter istruttorio per ottenerli.
La nostra newsletter pubblichera' sui prossimi numeri tutte le informazioni necessarie per usufruire dei fondi pubblici che finanziano le diverse attivita' aziendali.
Questi sono gli interventi che possono godere di contributi pubblici (regionali, nazionali ed internazionali):
· Implementazione e certificazione Sistemi Qualita' (in conformita' alle norme UNI EN ISO 9000) nei settori agricolo, industriale, commerciale, e dei servizi.
· Internazionalizzazione (costituzione di societa' miste all'estero, partecipazione a fiere estere, penetrazione commerciale in paesi extracee, ecc...).
· Interventi per l'innovazione di processo e di prodotto.
· Riduzione dell'impatto ambientale e dei rifiuti (EMAS, ISO 14000, ecc...).
· Costituzione di nuove societa' (femminili e giovanili).
· Interventi in aree svantaggiate nazionali (mezzogiorno, aree obiettivo 1, 2 5b, ecc...).
Quando le informazioni
in possesso di un'azienda
sono protette?


Vediamo cosa prevede il codice civile e quali sono i casi di concorrenza sleale

Quando le informazioni in possesso di un'azienda costituiscono un valore aziendale, sono protette nel caso esse siano segrete.
Per informazioni si intendono le conoscenze richieste per produrre un bene, attuare un processo produttivo od utilizzate per un impiego tecnologico o commerciale, e devono essere derivate da studi, da ricerche o dall'esperienza (ad esempio, costituisce atto di concorrenza sleale la sottrazione di segreti aziendali come l'elenco di clienti e un procedimento di produzione - ancorche' non validamente brevettato - la cui messa a punto abbia richiesto una serie di accorgimenti e prove). Quando queste informazioni portano un vantaggio economico e comunque competitivo all'azienda, esse assumono rilievo e divengono suscettibili di utilizzazione concorrenziale da parte del possessore.
Perche' queste informazioni siano suscettibili di utilizzazione economica e quindi degne di tutela, devono essere:
· informazioni tecniche, tecnologiche, finanziarie, di marketing o commerciali, sotto forma di relazioni, comunicazioni anche di carattere interno, studi, rapporti, elenchi, dati, tabelle, schede, tabulati e quant'altro; sia su supporto cartaceo, che magnetico, ottico o magnetoottico, purche' idonee a costituire un patrimonio di utilita' aziendale;
· segrete in quanto difficilmente accessibili e sufficientemente protette da chi ne e' il legittimo titolare. Per dimostrare l'adeguata protezione delle informazioni, al fine di renderle tutelabili ed opponibili, non e' sufficiente la buona fede od un semplice cavillo. E' necessario invece, che sia posto in essere un serio criterio di difesa ed una corretta protezione, dimostrabile e documentabile: ad esempio un criterio di difesa prevede circolari interne specifiche, procedure di sicurezza, clausole di riservatezza o di sicurezza, contratti di sicurezza, di secretazione, ecc. L'articolo del codice civile sulla concorrenza sleale che tutela le informazioni e' applicabile solo fra imprenditori concorrenti ed i consulenti, ad esempio, non rientrano in tale rapporto. Cioe' questa norma protegge il segreto d'impresa non in se', ma solo in presenza di comportamenti professionalmente non corretti. Vale a dire:
· in presenza di sottrazione di segreti tramite un dipendente di impresa concorrente, di un consulente o di altro collaboratore (ad esempio il dipendente che comunica al concorrente dati riservati relativi al datore di lavoro, questi sono imputabili al concorrente che se ne avvantaggia, salvo prova contraria);
· in presenza di sottrazione di segreti mediante spionaggio industriale;
· in presenza di sottrazione di segreti tramite storno di dipendenti (tramite assunzione o collaborazione al solo fine di utilizzare le loro conoscenze tecniche usate presso l'altrui azienda con l'effetto di permettere l'ingresso sul mercato prima di quanto sarebbe stato possibile in base a propri studi e ricerche;
· in presenza di concorrenza dell'ex dipendente nei confronti del precedente datore di lavoro, attuata mediante appropriazione ed applicazione di notizie segrete di proprieta' di detto datore di lavoro.
Questo articolo del codice civile (il 2598 N° 3) prevede che solo in presenza di un comportamento sleale possa essere ravvisato un danno all'azienda altrui, il che comporta una fondamentale differenza tra la tutela di un segreto e quella di un brevetto. Il possesso di informazioni segrete non impedisce ai concorrenti, in linea di principio, di sfruttare le medesime, purche' in tale sfruttamento non intervengano fattori contrari alla correttezza professionale.
Pertanto non e' illecito pervenire alle informazioni segrete di un concorrente attraverso propri studi e ricerche. Non e' neppure illecito desumere le conoscenze tecniche, tecnologiche o altro di un concorrente analizzando i prodotti, la pubblicita' e quant'altro si riferisce a detto concorrente anche smontando e/o sezionando il prodotto e, se del caso, effettuando analisi chimiche o fisico-chimiche. Tale comportamento non e' un fatto illecito in se', ma lo diviene nel momento in cui il prodotto viene riprodotto pedissequamente o nel momento in cui si interferisce con un titolo di brevetto del concorrente. La tutela brevettuale invece, pur non impedendo l'utilizzo della cosa brevettata ai soli fini sperimentali e limitatamente ad essi, e' impeditiva per chiunque di qualunque utilizzo destinato a fini economici.

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