Riceviamo&Pubblichiamo/ M5S: "Aeradria in perdita ma l'Amministratore unico si aumenta lo stipendio"

Il prossimo consiglio comunale sarà chiamato a ratificare l'aumento di capitale della società Aeradria partecipata dal comune di Rimini tramite la società per azioni Rimini Holding di proprietà al 100% del comune di Rimini. Ricordiamo che Aeradria, società che gestisce l'aereoporto Fellini, ha chiuso il bilancio del 2010 con lo splendido risultato di perdere 6,2 milioni di euro su 10,8 milioni di fatturato, situazione che richiede l'esborso immediato di capitali freschi liquidi se non si vuole che i passeggeri in transito vengano accolti dal liquidatore fallimentare.


Ma torniamo a Rimini Holding. L'esborso previsto è di un milione e 63mila euro che verranno erogati da Rimini Holding tramite un'incremento dell'indebitamento contratto con Monte dei Paschi di Siena, dando in garanzia le partecipazioni azionarie una volta possedute dal comune di Rimini ed ora cedute a Rimini Holding. In pratica Rimini Holding è diventata una detentrice delle azioni di una dozzina di società, una specie di dossier titoli che ogni cittadino comune ha presso la propria banca e che il comune di Rimini tiene in questa società.

Le holding sono un modo per superare gli ostacoli derivati dal patto di stabilità e consente di richiedere prestiti laddove non sarebbe più possibile ottenerne come comune per i limiti imposti. Non è un'esclusiva del comune di Rimini, non c'è nulla di illegale anche se la Holding di Parma, ad esempio, è oggetto di indagini della corte dei conti e sta rischiando di mandare in dissesto il comune di Parma secondo quanto riportato da un articolo del Sole24Ore del 17 aprile scorso.

Orbene questa Rimini Holding che in pratica non è società che produce beni ma detiene solo partecipazioni e debiti con le banche è costata a noi cittadini nel 2010 ben 104mila e 518 euro. Ma per il prossimo anno è previsto che l'amministratore unico passi da 30mila768 euro a 48mila198 euro (cioè 36% di aumento), mentre quello del collegio sindacale passa dai 25mila750 euro del 2010 a ben 73mila del 2011 cioè un aumento triplicato che ha più l'aspetto di un bingo che di un semplice aumento derivante dall'aumento degli indici Istat ad esempio.

Insomma per far detenere il dossier titoli del comune abbiamo speso 104mila e 518 euro nel 2010, ma nel 2011 in epoca di ristrettezze e sacrifici da quelle parti si raddoppia arrivando a ben 223mila e 206 euro. Niente male come costo. Si è discusso per settimane sui 90 euro di gettone di presenza dei consiglieri, a nostro avviso giustamente, ma non bisogna dimenticare queste sacche di spreco utili da una parte ad aggirare le regole e dall'altra a foraggiare il mondo limitrofo e spesso indecifrato della politica più incline agli affari che al bene comune.


Sindaco Gnassi è tempo di sfoltire le partecipate e i relativi cadreghini partitici, iniziamo da Rimini Holding, sarebbe già una
botta di aria fresca notevole...

Ufficio Stampa

Movimento 5 Stelle

Rimini

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