Riceviamo&Pubblichiamo/ CS- Vecchia Pescheria: un primo passo per una soluzione

I residenti della vecchia pescheria sono al culmine della sopportazione e le Istituzioni cercano una soluzione. Si ragiona con i gestori dei locali e si tenta una mediazione. Poi arrivano gli input tassativi dal Prefetto di Rimini che (evidentemente ha preso atto del protrarsi della situazione da troppo tempo) opta per il rigore, a garanzia di una pronta e definitiva soluzione che appare ormai indifferibile. Il Prefetto prospetta così l'ipotesi del silenzio assoluto: niente musica e limitazione degli orari. Queste le premesse.

Al rigore del Prefetto non tarda ad arrivare la risposta dell'amministrazione comunale, espressa dall' Assessore Jamil Sadegholvaad: "Musica solamente come sottofondo e spenta entro la mezzanotte, un'ora prima lo stop alla vendita di alcolici in bottiglia". Quindi, al rigore del Prefetto, fanno  seguito le stesse regole di sempre, questa volta accompagnate dall'affermazione che questa volta sì, si fa sul serio! Che peraltro parrebbe quasi un'esplicita ammissione della politica fatta di "tolleranza" e del laissez faire, politica che non risponde alle esigenze dei sonni tranquilli dei residenti.

Noi vogliamo credere alle buone intenzioni dell'amministrazione comunale (anche perché non si negano a nessuno), ma la domanda è d'obbligo: chi mai farà rispettare le regole se la Polizia Municipale la notte  non c'è? E poi un altro dubbio: cosa vorrà dire "valore di sottofondo" che è possibile fine alla mezzanotte? Forse chissà qualcuno pensa di dotare la Polizia Municipale di un orecchio bionico? Le regole hanno un senso solo se sono chiare, condivise e soprattutto se fatte rispettare.

E se dunque è certamente comprensibile la difficoltà di trovare un equilibrio tra contrapposte esigenze (quelle del riposo dei residenti da un lato e quella dei gestori dei locali dall'altro), è pure vero che occorrono dei parametri obiettivi per valutare chi le regole le rispetta e chi no. Il rischio altrimenti è sempre quello di trattare sempre tutti allo stesso modo (in questo caso i gestori), sia quelli corretti sia quelli da sempre palesemente e notoriamente scorretti.

E allora forse un primo passo dell'amministrazione comunale potrebbe essere quello di riaccendere il fonometro -(spento dal 2005) ma perfettamente in grado di essere riacceso. Non è dato sapere  se l'Assessore Sadegholvaad, dal quale ci si attende un risultato concreto e non già l'intenzione (peraltro già opportunamente manifestata) di risolvere il problema, sia al corrente del fatto che la Polizia Municipale di Rimini è tra i pochissimi comuni in Italia ad essere in possesso di questo costosissimo  apparecchio, il quale, per essere utilizzato, richiede la presenza di tecnici esperti ed abilitati, anche questi  presenti nell'organico della Polizia Municipale.

E al  legittimo dubbio di coloro che ritengono che (data la presenza di numerose fonti di rumore) non sia possibile capire chi rispetta i limiti e chi no, rispondiamo che quando si sovrappongono più suoni e rumori provenienti dai tanti locali ed avventori (attraverso un procedimento che prevede verifiche separate delle componenti del rumore ambientale) è tecnicamente possibile imputare correttamente i superamenti di decibel a coloro che li determinano. Un esempio: se si posiziona il fonometro all’interno di una abitazione, si può rilevare quale è il rumore immesso dall’esterno in quell’ambiente.

Tale rumore, logicamente, dipenderà da una serie di componenti e, soprattutto, dalla entità e dalla distanza delle fonti sonore dal luogo in cui si effettua la misurazione. Esistono tuttavia alcune regole di fisica acustica attraverso cui è possibile imputare  (con sufficiente precisione) le quantità di rumore all’una o all’altra sorgente.

Si tratta in sostanza di compiere le verifiche dei livelli del rumore emesso dalle varie sorgenti sonore, e poi applicare alcuni metodi di valutazione del rumore (in particolare, con il calcolo della somma/differenza dei livelli sonori e  con la legge della divergenza geometrica della pressione acustica) per effettuare una più che valida mappatura dei rumori (e dei responsabili dei disturbi). E allora sarebbe sufficiente dire: la musica dovrà tassativamente cessare entro mezzanotte, ma anche prima di tale orario dovranno essere rispettati i limiti di decibel previsti dalla legge  nella fascia oraria serale, visto che ai sensi dell'art. 2 della L. 447/95 è proprio il Comune il soggetto al quale compete il controllo sull'osservanza dei limiti.

Il fonometro, oltre ad essere lo strumento previsto dalla Legge per contrastare l'inquinamento acustico, avrà certamente un carattere premiale: perché consentirà di distinguere i gestori corretti e rispettosi  delle regole da coloro ai quali fino ad  oggi forse si è permesso troppo e forse non sarà la panacea di tutti i mali, ma certamente contribuirà grandemente al riposo di chi  (in casa propria) certamente ha diritto di dormire. E quindi propositivi e fiduciosi attendiamo.

Carla Franchini Movimento 5 Stelle Rimini

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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