Letteratura/ L'antologia di Scalise: la poesia è pensiero

Lode all'editore Sossella che con Opera-opera manda in libreria una bella ed esauriente antologia dell'opera di Gregorio Scalise, uno dei grandi poeti italiani del nostro tempo. Autore di uno dei libri fondamentali della poesia italiana degli anni '80 e cioè La resistenza dell'aria, uscito nello Specchio Mondadori, negli ultimi anni Scalise ha pubblicato solo con piccoli editori, rendendo più difficile recuperare i suoi testi. La sua ispirazione, nel frattempo, non è stata ferma, ovviamente. Dal furore grammaticalmente organizzato del libro sopraccitato, Scalise è arrivato a un taglio sempre più definitivo e filosofico, organizzando i suoi versi in una prospettiva di angosciante compostezza. Se la poesia è canto, quella di Scalise è anche e soprattutto pensiero, fino a raggiungere l'abbacinante compiutezza dell'aforisma. Il poemetto I segni, probabilmente il capolavoro dell'autore è, ancora una volta, il vertice emotivo del libro. Non c'è una riga, una parola, in questo testo, che non ci colpisca con la forza di un maglio.

Con il suo andamento sonnambulico, ieratico, con la sua precisione, la sua esattezza, I segni illumina uno squarcio di futuro, oggi come al tempo della sua pubblicazione e, nella giostra dei suoi versi, butta lì alcune spaventose banalità che ci piacerebbe dimenticare: "Per paura del pericolo / si diventa ubbidienti". Ma è ingiusto soffermarsi soltanto su quello che è il testo più celebrato del poeta. Ci sono altre pagine bellissime in questa antologia (Autunno, tutti i brani tratti da Danny Rose dell'89, la sequenza Gioco piramidale dalla sezione di testi inediti che chiude il volume), per esempio la nota iniziale nella quale è Scalise stesso a presentarsi e a raccontarci un po' della sua vita. Intelligenza irradiante, mobilissima e vagamente tignosa mescolata a un senso della misura e obiettività che lo tiene al riparo da scorciatoie facili (ironia e autoironia che vanno di moda anche in poesia) sono la cifra di questo libro che, purtroppo, e a dispetto dello stesso Sossella e altri lungimiranti editori, dimostra che la poesia è una sorta di UFO editoriale. Una specie di fiore all'occhiello e niente più.

Perchè di un autore come Scalise non è possibile fruire anche delle singole raccolte? Un po' come se nei negozi di dischi fossero disponibili solo greatest hits dei Rolling Stones e non, mettiamo, Beggars banquet. In effetti, la ristampa di un libro di poesia è evento nè unico, nè raro. Non succede.

Fabio Orrico

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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