Arte/ "Nunziante. Dal Caravaggio" in mostra a Rimini sall'11 dicembre

"Nunziante. Dal Caravaggio" in mostra a Castel Sismondo di Rimini dall'11 dicembre al 2 febbraio, raccoglie le venticinque opere che Antonio Nunziante (Napoli, 1956) ha appositamente realizzato lavorando su alcuni particolari dell'opera di Caravaggio "L'estasi di San Francesco d'Assisi", esposta nell'ala di Isotta del Castel Sismondo a Rimini in contemporanea. Si tratta di venticinque tele di vario formato nelle quali Nunziante frammenta l'opera, isolandone due elementi simbolici: la vita e la morte - raffigurati da Caravaggio dall'albero frondoso e dall'albero spoglio - e muovendosi all'interno di questa dialettica densa di risonanze artistiche e culturali. La mostra, curata da Marco Goldin, sarà allestita a Castel Sismondo dall'11 dicembre 2010 al 2 febbraio 2011, viv a vis con "L'estasi di San Francesco" e con le opere egli altri Maestri del Seicento, proposta nella medesima sede, quali iniziative parallele alla grande mostra "Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon".

"Nunziante. Dal Caravaggio" è una mostra curata da Marco Goldin e proposta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e da Linea d'ombra con la determinante collaborazione del Gruppo Euromobil dei Fratelli Lucchetta. Materia e spirito sono i due elementi simbolici attraverso i quali si snoda questa mostra; da un lato l'ala dell'angelo rappresenta la libertà e lo spirito, dall'altro la stella cadente simboleggia la materia. Questa dialettica si esprime, ad esempio, nelle tre variazioni che Nunziante ha realizzato sul particolare dell'ala dell'angelo: nella prima la presenza dell'albero frondoso allude al valore simbolico della vita; nella seconda l'ala è più dinamica, più concettuale e più espressionista; la terza è composta esclusivamente da un bianco e un nero integrali, dove l'albero spoglio e la stella cadente che precipita in un nero assoluto alludono alla morte. Le tele sono composte senza alterare nulla dell'opera originale; Nunziante utilizza la stessa tavolozza di Caravaggio - composta dal bianco di piombo, ocra gialla, ocra rossa, nero avorio, terra verde, blu cobalto-lapislazzuli - quasi a sottolineare il senso di una continuità pittorica che è una continuità di mestiere e di padronanza tecnica, elementi questi di grande importanza nel suo percorso artistico.

Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Torino e in seguito a Firenze, dove ha seguito un corso di specializzazione in tecniche del restauro, Nunziante ha sin dall'inizio acquisito una grande padronanza nell'uso delle tecniche pittoriche, indispensabile per realizzare, attraverso un continuo e appassionato studio della storia dell'arte, il proprio linguaggio espressivo. Affascinata dal Rinascimento, ma anche dall'arte fiamminga e nordica, dal Seicento di Vermeer, dal Settecento di Chardin, fino ai maestri più recenti, Böcklin, Picasso e naturalmente De Chirico, la pittura di Nunziante si può definire metafisica, ma in un senso particolare, che rifugge lo straniamento e l'annullamento dell'uomo. La metafisica di Nunziante è intrisa del suo grande amore per il Rinascimento e la sua poetica rimane fedele a un'impostazione umanistica. L'uomo, collocato al centro della vicenda umana e artistica, è presente in senso metaforico e simbolico, mitologico e reale grazie alla tecnica e al mestiere appresi dallo studio degli antichi, dalle botteghe rinascimentali e dall'arte nordica.

Ma talvolta è una presenza sottintesa, reale ma celata, evocata sulla tela dalla padronanza tecnica. In questo senso Caravaggio è per Nunziante un riferimento importante, poichè è stato il primo a trasformare l'oggetto in soggetto e far sì che esso potesse esprimere valori pittorici; e ci è riuscito grazie a una straordinaria padronanza tecnica. Per Nunziante l'artista è prima di tutto un tecnico dell'espressione e ciò che esprime è profondamente collegato alla tecnica adottata. Per questo è di fondamentale importanza conoscere la tradizione e fare propria la lezione tecnica ed espressiva del passato.

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