Musica/ Venerdì 8 ottobre Divertimento Ensemble al Paganini di Parma

Un concerto come ritratto di un ensemble, e un ensemble come ritratto della musica d'avanguardia italiana d'inizio millennio: con Divertimento Ensemble, venerdì 8 ottobre 2010, ore 20.30 all'Auditorium Niccolò Paganini di Parma, arriva ai Concerti in Auditorium del Festival Verdi, realizzati in collaborazione con la XX rassegna internazionale Traiettorie - Fondazione Prometeo, uno dei gruppi italiani più longevi.

Nato nel 1977, è fra i più attivi non solo dal punto di vista concertistico ma anche didattico; per l'occasione porta con sè cinque pezzi scritti negli ultimi cinque anni, di cui tre su commissione dello stesso ensemble, che tratteggiano davvero il profilo di un modo italiano di creare musica. E non è un caso che questi compositori siano legati da debiti culturali reciproci: Matteo Franceschini è stato allievo di Alessandro Solbiati che è stato allievo di composizione di Sandro Gorli, fondatore e direttore di Divertimento Ensemble; Gorli e Ivan Fedele a loro volta condividono l'alunnato presso Franco Donatoni, Fedele e Stefano Gervasoni quello presso Azio Corghi.

Eppure, nonostante la rete che li collega, è evidente all'ascolto quanto la musica italiana più esposta alla sperimentazione sia attratta da due poli: quello dell'esigenza di raccontare, di creare una forma, e quello di appassionarsi alla natura dei suoni, di cercare esperienze uditive nuove. Ecco allora la sonorità prolungata di Sequel di Franceschini, le nubi armoniche di Prato prima presente di Gervasoni, gli accordi che formano armonie complesse e figure musicali di Altri canti di Gorli, le geometrie figurative di Immagini da Escher di Fedele, le intonazioni sperimentali di Sestetto a Gèrard di Solbiati. Riconoscere un racconto, scoprire sensazioni. Creare immagini musicali, esplorare sonorità inedite. E poi: nei titoli di due pezzi di questo programma di Divertimento Ensemble si trovano riferimenti a Maurits Cornelis Escher, il noto creatore olandese di immagini paradossali, e Gèrard Grisey, compianto pioniere della scomposizione fisica del suono.

Segno che per i nostri compositori l'attrazione per l'ignoto nascosto nel cervello è più attraente delle combinazioni matematiche e degli esperimenti nei laboratori di elettroacustica. Franceschini amplifica la sonorità della viola in quella dell'ensemble; Gervasoni vaporizza i suoni del pianoforte e del vibrafono; Gorli deforma impercettibilmente gli accordi; Fedele prende tre coppie di strumenti e le incrocia confondendone la percezione; Solbiati modifica l'accordatura degli archi e del pianoforte.

La ricerca avviene qui, sullo strumento, e la musica italiana torna a riabbracciare - non a caso questo è il secondo concerto di Traiettorie 2010 inserito nel cartellone del Festival Verdi - il proprio codice genetico. Oboe (Gabriele Mendolicchio), clarinetto (Luisa Rosso), fagotto (Enrico Faroldi), corno (Carlo Baroni) e pianoforte (Roberto Esposito) sono gli strumenti che si alterneranno nell'appuntamento di rarità ottocentesche proposte per il ciclo di Verdi tra Noi.

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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