Politica/ Due idee per formare nuovi politici

Alla festa del Partito democratico, il segretario Bersani ha cercato, tra le altre cose, di fissare un criterio per i soldi usati per la politica. Ha invitato a non fare di tutte le erbe un fascio e ha distinto tra i soldi per la politica ed i soldi per i partiti per come ora vengono dati. Credendo di avere inteso bene cosa Bersani volesse dire, ci permettiamo di riprendere quel concetto per entrare un po’ di più nei particolari e così metterlo in chiaro anche per chi è occupato in altre cose. E tanto che ci siamo aggiungiamo anche una nostra appendice.

Il ragionamento è a nostro avviso corretto, ancora a dimostrazione che anche nel mondo dei partiti si trova qualche cosa di positivo oltre al tanto da riformare. Va bene infatti usare soldi pubblici per selezionare e preparare i futuri gruppi dirigenti ed assicurare il collegamento tra la società ed i suoi capi. In poche parole, occorrono finanziamenti per avere politici preparati nella stessa maniera per cui occorrono soldi per preparare buoni ingegneri o buoni chirurghi. Aggiungiamo a quanto ha detto Bersani, che a questo scopo può bastare una piccola frazione di quanto si può risparmiare dai tagli al troppo personale politico che ora paghiamo.

Aggiungiamo che se si mette in moto un simile meccanismo con la riduzione dei numeri attuali a vantaggio di una maggiore preparazione, occorre da subito pensare alla qualità oltre che alla qualità. Sarebbe una specie di beffa se il risultato fosse la salda permanenza per lungo tempo della metà di tutti quelli che ci sono ora, con nomi e cognomi.

Escludendo, non solo tagli delle teste ma anche più delicate rottamazioni, crediamo che un cambiamento serio sia riconoscibile anche dal cambiamento delle figure umane, come conseguenza di una maggiore concorrenza delle idee nei partiti e nella politica. Siccome non bastano le enunciazioni ci limitiamo ad un paio di idee: scuole o corsi per la politica, svincolati dalla gestione dei singoli partiti. Ma noi non ci esimiamo neppure dal pensare che gli attuali tribunali interni dei partiti debbano essere controllati dalle rispettive direzioni. Siamo convinti che basterebbero queste poche cose a fare fischiare molte orecchie. (nella foto: Pierluigi Bersani)

steve

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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