Crisi economica/ Ceto politico con poche e discutibili idee

Crisi economica: arriviamo subito al sodo, senza dilungarci in ricostruzioni sulle cause e sulle responsabilità. Abbiamo visto due aspetti. Uno, di debiti e squilibri finanziari al quale, pure con ritardo, stiamo provvedendo. L'altro, costituito dal calo produttivo o dalla sostituzione dei nostri prodotti con altri a più basso costo, che ci sembra una questione alla quale non solo non si sta provvedendo ma sulla quale si hanno idee molte scarse.

Quasi tutti i discorsi che abbiamo ascoltato erano rivolti al passato e solo qualche accenno ci è capitato di leggere su cosa fare per il futuro, per portare cambiamenti al nostro apparato produttivo e adattarlo ad una situazione già del tutto nuova e che probabilmente è destinata a cambiare ancora. Come altri, non crediamo che le riforme, pure necessarie, possano in tempi utili risolvere la questione. Crediamo invece che siano necessarie una serie di operazioni di ingegneria economica, per buona parte da inventare e da collaudare sul campo, e per la cui ideazione e messa in opera il personale politico sia al di sotto dei livelli direzionali necessari.

Crediamo altresì che buona parte della predicazione politica in atto sia altrettanto utile della favola di Biancaneve ed i sette nani. Crediamo anche che per il lasso di tempo più o meno lungo che occorrerà per superare l’ostacolo possano diventare necessari dei provvedimenti contrastanti coi principi del liberalismo e del mercato. Ad esempio, in tema di aiuti pubblici alle imprese. Per ultimo crediamo che l’atteggiamento dei partiti vada più che corretto, rovesciato, e non ci riferiamo solo ai rapporti fra loro ma anche ai rapporti con la società ed al loro modo di funzionare. Così come sono li consideriamo ampiamente inadatti già ai tempi passati e del tutto fuori strada per i tempi nuovi.

steve

 

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net