Politica/ Dirigenti politici specchio del popolo

pagliaccioScrivo sull'argomento consapevole che tanti uomini e tanto più preparati di me hanno scritto fiumi di argomentazioni al proposito e quindi per me la cosa più facile è leggerli per imparare. Il mio scopo non è quindi la ricerca di nuovi o più approfonditi concetti e nemmeno la fissazione di quelli che più si adattano al presente momento storico. Il mio scopo à molto più semplicemente quello di mostrare ai lettori alcune idee che credo caratterizzino, oltre me stesso, anche il gruppo di amici impegnato a far vivere queste pagine.

Partiamo sfatando subito un luogo comune in cui non crediamo: che ci sia un popolo buono, semplice, al quale si contrappongono politici cattivi e truffaldini. E' per noi quasi impossibile dare un verdetto certo ma il nostro ragionamento ci porta a pensare che i dirigenti siano la faccia che la nostra società sa mostrare. O meglio una faccia possibile e reale. Va da sè che fatta questa premessa basta poi poco per pronunciare giudizi molto negativi oltre che sui politici anche su tutto il popolo. Basta lasciarsi andare appena un po' ed il gioco è fatto, specie in tempi duri come questi.

Noi non diamo una valutazione generalizzante e negativa. Mi è già capitato più volte di dire la mia sull'argomento e torno sopra con piacere su un aspetto preciso della questione. Sono convinto che nella nostra società ci siano molte più intelligenze di quelle che la politica utilizza. Detto questo, è chiaro che ritengo che attraverso un adeguato lavoro di organizzazione e di preparazione sia possibile modificare alquanto l'insieme dei dirigenti e quindi anche la faccia che appare sullo specchio.

Non lo credo nè facile, nè ovvio, nè scontato, ma possibile e concludo dicendo che è preferibile evitare qualsiasi giudizio sommario e passare dalla denuncia ormai matura dei nostri guai, alla indicazione delle possibili soluzioni. Ritengo che proposte per valorizzare tutta la risorsa umana che la nostra società nella sua interezza contiene, sia quanto di meglio si possa fare. Concludo con una immagine ottimistica del tessuto popolare perchè lo credo ricco di materia da valorizzare, il problema è farlo senza demagogia ma con realismo e rigore.

Oggi ciò non avviene, ed a costo di attirarmi anche qualche fulmine, osservo che ciò non avviene a tutto orizzonte e che le differenze che pure esistono nelle diverse parti nel selezionare il proprio personale non intaccano in modo decisivo il fatto che la questione abbia un valore generale e coinvolga tutto il Paese e tutte le forze politiche. Nessuno può chiamarsi fuori. (nella foto, un politico italiano, esatto rappresentante del popolo)

Steve

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