Il Cancelliere/ Una modesta proposta (ovvero, come vivere felici con i quattrini degli altri)

spavenatissimoViviamo tempi grami. Su questo non ci piove. E se ci pensiamo anche strani. Fatti apposta per smentire certi stereotipi vecchi di decenni o secoli che, in un attimo vengono spazzati via. Ad esempio, curiosissimo è di sicuro il dibattito sul fisco (manco a dirlo...) e sulla proposta del Pd (e non solo) di tassare, anzi ritassare, i capitali "scudati" con la legge del 2009. All'obiezione che essi hanno già pagato quanto previsto, allora, dalla legge si ribatte che "tanto si tratta di evasori" ed è quindi inutile farsi tanti scrupoli.

All'obiezione ulteriore che così si violerebbe il cosiddetto "principio dell'affidamento", cardine del diritto moderno, Bersani ha replicato di avere decine di esempi di casi in cui questo è stato violato (e qui ha ragione: lui e Visco ne sanno qualcosa). Quindi, come si diceva, non è il caso di farsi tanti scrupoli... volta più volta meno. Su Internet il dibattito è esploso e, come prevedibile, la maggioranza degli intervenuti è a favore della tesi di Bersani. Di contro proprio un autorevole ex esponente della sinistra (il senatore Debenedetti) in un articolo sul "Sole 24 ore" ha messo in luce la pericolosità di queste idee. Ma è una voce isolata. Abbiamo chiesto un parere al nostro Cancelliere che, anche questa volta ci ha lasciato di stucco. L'intervistatore è il nostro Ercoli Bonatti.

Signor Cancelliere cosa pensa dell'ipotesi "Bersani" di "ritassare" con un'aliquota del 15%-20% i capitali "rientrati" nel 2009? Per rispondere bisogna mettersi nella logica di Bersani. Se la si accetta, presupponendo che in certe situazioni si può violare la legge, allora l'idea è sbagliata per eccesso di moderazione.
Cioè? Bersani propone una "ritassazione" sul presupposto che si tratta di "evasori" e che è giusto, per motivi etici, violare la legge. Egli ha anche calcolato che, dopo uno "scherzetto" del genere nessuno patteggerà mai con il fisco, nè presterà più soldi all'Italia sapendo che essa, "per motivi etici" potrebbe non rispettare quei patti. Lo ha calcolato, dicendo che, con il Pd al governo, non ci saranno più condoni nè patti con gli "evasori".
Quindi? Quindi, accettato questo presupposto e le sue conseguenze, è inutile limitarsi al 15-20% o anche cinquanta o sessanta: meglio prendersi tutto, ripeto tutto, perchè non ci sarà una seconda occasione. Ma non basta.
In che senso non basta? Se presupposto per rinnegare lo scudo del 2009 è che "tanto si tratta di evasori" non vedo perchè lo stesso non debba avvenire coi fruitori del "Condono Fiscale" vero e proprio, quello del 2002-2003. (Lasciamo stare, ma solo per opportunità, quelli dei condoni anni '80 e anni '90). Se con lo scherzetto dello "scudo" 2009 si potrebbe fare un bottino di un 70-80 miliardi di euro, pensi quanto si potrebbe ricavare "ritassando" i fruitori del condono del 2002/2003.
Effettivamente almeno il doppio. O altrettanto. Cosa dice lei? Sì, prudenzialmente diciamo altrettanto. Ci pensa? Per almeno un due o tre anni il bilancio dello Stato sarebbe a posto. Si salverebbero Provincie, Comuni, indennità di presidenti e consiglieri ecc. ecc. e ci sarebbe spazio anche per qualche (piccolo) beneficio per i contribuenti, chiamiamoli così, "comuni". Ovviamente però, fatto il bottino, bisognerà pensare al dopodomani (dopo aver sistemato così l'oggi e il domani).
Lei cosa propone? Anche qui bisogna essere realisti e partire, con i presupposti di Bersani, dalla realtà. Ebbene questa ci dice che almeno per un decennio sarà impossibile tassare più di così i redditi. Stiamo entrando in una fase acuta di recessione per cui i redditi diminuiranno. Anzi questo è certo perchè gli "allocchi" caduti nella trappola dello "scudo/condono" non avranno più nulla e nulla potranno dare avendo perduto tutto. Occorre quindi una soluzione radicale e permanente.
Quale? Occorre creare il famoso "conflitto di interessi" con gli evasori.
Se ne parla da anni. Sì; ma lo si propone in forma legalistica svirilizzata (la definirei "prebersaniana") e quindi inefficace, occorre molto di più. Occorre partire dagli stessi presupposti concettuali che ispirano Bersani nella sua odierna proposta (da noi corrette al rialzo) di "prendersi" le somme "scudate".
Come? Occorre che, chi denuncia un evasore, abbia un suo proprio forte interesse a farlo. Questo può avvenire solamente attribuendo al denunciante una quota, non infima, del patrimonio dell'evasore denunciato. Direi anzi una quota significativa, almeno un terzo.
Non le sembra un po' eccessivo? Assolutamente no! Il principio è quello dello "scudo". Se si tratta di evasori perchè avere scrupoli? L'unico metro di misura deve essere l'efficacia dello strumento. E qui, se mi permette, gli italiani sono imbattibili. Al di là dell'abitudine alle denunce anonime. Abbiamo precedenti storici illustri che dimostrano l'efficacia del mezzo proposto.
Ah sì? Sì; lo strumento della "delazione" (così veniva chiamato) con attribuzione di parte consistente del patrimonio del denunciato al denunciante, è proprio dei periodi più fulgidi e floridi dell'Impero Romano. Fu usatissimo sotto gli imperatori della dinastia Giulia (in particolare Tiberio, Caligola, Claudio) e Flavia (Vespasiano, Domiziano) e poi via via nel tempo. E guarda caso, aveva ad oggetto oltre ai delitti di lesa maestà proprio quelli contro l'erario che, peraltro, coincideva con la "cassa" della "famiglia" dominante. Proprio come oggi. Ripristinando questo utile strumento si giungerebbe anche a una "mobilità sociale" ragguardevole. Proprio come auspica Bersani. Persone benestanti potrebbero trovarsi da un giorno all'altro sul lastrico e altri, cioè i loro denunciatori, essere ricchi in un battibaleno. Ovviamente bisogna mettere in conto qualche piccolo rischio.
E cioè? L'esperienza dimostra che spesso i denuncianti vengono a loro volta denunciati... Questo in sè non è un male perchè rende il sistema ancora più redditizio ed emozionante. Però occorre, giustamente, dare l'immunità ad almeno alcune categorie che, altrimenti, si vedrebbero esposte alle ritorsioni dei denunciati.
Perciò bisogna assolutamente concedere l'immunità ai politici (di ogni ordine e grado), ai dirigenti e quadri delle strutture di supporto (Sindacati sia imprenditoriali che dei lavoratori) nonchè enti esattoriali e "agenzie varie" e poi cooperative,associazioni, onlus, fedi religiose ecc.ecc.. In generale l'immunità bisognerà darla a tutti coloro che, a vario titolo, collaborano nelle "operazioni di prelievo" volte, non lo dimentichi, al raggiungimento dell'equità. Equità capito?
Sì ho capito però è una tesi singolare la sua! Affatto caro amico, siamo già sulla buona strada e presto si accorgerà di quanto poco manchi all'obbiettivo. Abbia fiducia.
Ma scusi, un piccolo dubbio: non è che con questi sistemi si rischi di colpire (per errore ovviamente...) qualche innocente, qualcuno che magari "evasore" non è. Sa... "Errare humanum est !" Un rischio c'è in ogni opera dell'uomo. Ma i fati incombono...il popolo vuole delle vittime e noi dobbiamo dargliele e poi... poi le citerò un illustre esempio storico che le toglierà ogni perplessità.Durante la crociata dei primi del '200 bandita dal Papa Innocenzo III contro gli eretici della Francia del Sud i miliziani conquistarono uno dei capisaldi eretici: la città di Beziers che (si dice) avesse 20.000 abitanti. Il comandante militare dei crociati sapeva che tra i 20.000 oltre agli eretici (catari) vi erano tanti cattolici. Indistinguibili dagli altri.Chiese quindi al legato del Papa (il cardinale Arnaud Amaury) come dovesse comportarsi. La risposta fu semplice. "Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi...". Questa storia ci spiega come, per raggiungere un bene maggiore (in questo caso storico la purezza della Fede, nel nostro caso contemporaneo l'Equità Fiscale) non ci possiamo fare scrupoli. Ecco perchè non possono valere "condoni", "scudi", "principio dell'affidamento" e bazzecole simili. Le pare o no? (Nella foto: con il sistema proposto la vita degli italiani diventerebbe emozionante)

 

Ercoli Bonatti 


 

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