Economia/ Gli schiavisti sono buoni (da noi poi sono buonissimi)

mao_indicaLa notizia in sè non è nuovissima: in Brasile sono stati scoperti, "ridotti in schiavitù", riferiscono i giornali, un gran numero di lavoratori boliviani che per 14 ore al giorno confezionavano i capi del notissimo marchio "Zara". Questo avveniva in condizioni che gli organi di stampa locali definiscono "degradanti e malsane". Dicevamo che la notizia non è nuova perchè il gruppo spagnolo Indetex, a cui fa capo il famoso logo "Zara", ha decine di procedimenti di questo genere in tutto il mondo. Naturalmente si tratta della punta dell'iceberg perchè, come si sa, di fronte a una situazione scoperta, ce ne sono migliaia che restano occulte. In più, è ovvio, la cosa non può riguardare solo "Zara" ma fa parte intrinseca della metodologia delle "catene" che, nell'abbigliamento, così come in tanti altri settori, hanno monopolizzato il mercato.

Dietro di esse, e non è una novità, c'è puramente e semplicemente, un sistema di produzione paraschiavistico (sintetizzabile nella formula: bassa qualità più bassissimi salari, uguale prezzi minimi/altissimi profitti, uguale monopolio). Tuttavia questa notizia che riguarda uno dei 10/20 "produttori monopolisti globali", ci spinge a una riflessione nel nostro cortile di casa. Se c'è un posto nel mondo dove le "catene" sono state aiutate e spinte a conquistare il monopolio, eliminando la concorrenza, queato è sicuramente l'Italia. E in Italia se c'è un posto dove questo fenomeno è amorevolmente coadiuvato a crescere in maniera parossistica (e anche abbastanza invereconda), questo posto  è la nostra regione e la nostra città in particolare. Tutto è avvenuto attraverso favoritismi evidenti ai megacentri commerciali , luoghi naturali di sviluppo per queste "catene". In parallelo è stata condotta una battaglia contro i centri storici e le forme tradizionali di distribuzione che le ha fatte praticamente sparire.

Tutto ciò usando i metodi più disparati e fantasiosi: blocchi del traffico "mirati", guarda caso a favorire queste strutture, campagne contro l'evasione dei piccoli commercianti (a proposito ci piacerebbe sapere quanto paga "Zara" di tasse all'Italia) e via andare. L'aspetto curioso e ridicolo sta nel fatto che non interessa a nessuno di come "Zara" e "company" producono i loro vestitini, nonostante le inchieste nei confronti di questo tipo di produttori siano moltissime. La conclusione è semplice: in  Italia e nella nostra regione ci si riempie la bocca dalla mattina alla sera con paroloni come "equità", "giustizia", "correttezza" ecc. ecc. ma in concreto, purchè lo schiavista non si faccia troppo notare e le sue porcherie le faccia fuori dal cortile, (e soprattutto paghi l'affitto all'Iper di turno) non crea nessuna preoccupazione nè di fatto nè morale, ai nostri soloni attentissimi a predicare la moralità agli altri, così come bravissimi a magnificare le virtù della concorrenza purchè non riguardi i loro amici. (nella foto: dietro ogni grande monopolio c'è sempre un grande timoniere)

T.T.

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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