Miserie/ Quando Poste Italiane fa un altro lavoro

rissaNel nostro paesello, che si appresta a inaugurare se non il più bello (come dicono), sicuramente il più indebitato Palacongressi della storia, spiccano anche altre notizie "minori" che tuttavia, nella loro sostanziale miseria (morale e materiale), danno un senso allo stato di cose di questa città, “vetrina” del turismo italiano (sigh!). Tra le tante, risaltano da alcuni giorni, le vicende degli uffici delle Poste italiane. In essi ormai si fa di tutto, tranne che il servizio postale. Pratiche di assistenza all'immigrazione, vendita di libri, di cartoleria, giocattoli e passamaneria, schede telefoniche Postemobile, nonchè distribuzione di “Gratta e Vinci” e giochi vari sono ormai l'attività principale degli uffici postali.

Mancano (almeno ci sembra), l’aspirina ed i preservativi, ma non tarderanno. Il resto, e cioè la posta e i servizi connessi, sono roba passata. Risultato? Un paio d'ore per spedire una raccomandata, anche tre per pagare una bolletta. Ovvia la sequela di bestemmie da parte di qualche anziano locale. Un disagio incredibile per i cittadini, a cui i dirigenti rispondono che "non è vero, e va tutto bene".

Si vede che l'esempio che arriva dal governo ha fatto scuola e quindi la regola è: "negare sempre!" e comunque. La cosa è talmente grave che si è indignato persino il cautissimo e supergovernativo “Resto del Carlino”. Ma, “state sicuri, conoscendo i nostri polli, non succederà niente. (nella foto: un'ordinata e civile fila alle Poste Centrali del Corso d'Augusto)

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