Politica riminese/ Così parlò Pulini

massimoPuliniEra un po' che lo aspettavamo alla prova. Tra tutti gli assessori "trilingui" della giunta Gnassi, l'unico che ci incuriosiva un po’ era quello alla cultura: Massimo Pulini, cesenate. Mentre gli altri, infatti, al di là delle presentazioni con i fuochi d'artificio fatte dal neo sindaco, si caratterizzavano per profili molto, molto modesti, il Pulini, nel sito comunale, veniva presentato come uno dei più importanti critici d'arte italiani.
E poi, “pittore con mostre nei più importanti musei nazionali ed internazionali”, nonchè “affrescatore e decoratore” (nientepopodimenochè) delle stanze vaticane (!). Per farla breve, una via di mezzo fra Roberto Longhi, Raffaello e Michelangelo.

Abbiamo aspettato un paio di mesi e stamattina è arrivato il botto. I giornali locali “lanciano” parlando di “rivoluzione” di Pulini (orpo’...). Infatti su gli organi di stampa domestici, il neoassessore ha sparato a zero sulla gestione precedente della cultura riminese (a dire il vero non era tanto difficile), lanciando qualche idea per il futuro.

Il fatto è che, guardando queste idee, e facendo la tara sulla (ovvia) mancanza di risorse, queste novità non sembrano poi tanto significative. Diciamo che, a voler essere buoni, si tratta di enunciazioni di principio che (come ha fatto ieri Berlusconi in Parlamento), non fanno trasparire granchè di concreto e anzi fanno pensare a un po' di vuoto dietro le parole. Per un personaggio presentato con “titoli” come questi, per dirla tutta e schietta, è veramente poco.


Per la cronaca, un'altra singolarità del personaggio, è che le sue fotografie sono tutte assolutamente "artistiche", cioè ritoccate. Lo ritraggono con espressione pensosa ed assorta, come si conviene per un vero intellettuale, sullo sfondo, normalmente, di un muro disadorno, in un'ambientazione complessivamente "esistenzialista" che ci fa tornare indietro ai tempi ormai lontani della nostra gioventù. Anche qui, per dirla tutta, non avremmo mai pensato che, oggi, qualcuno si potesse ancora presentare con fotografie simili. Questo però, dobbiamo dirlo, non è necessariamente un difetto e potrebbe (almeno speriamo noi), mascherare un po' di autoironia. Chissà ?! (nella foto: l'artista ieratico, engagé, esistenzialista ora assessore comunale)

Azazello

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