Politica/ Tira aria di una nuova tangentopoli

mela_marciaFare previsioni è sempre cosa azzardata, ma sembra proprio che il clima generale nel Paese, ivi comprese le risposte al di sotto del livello del necessario dei capi politici, assomigli tanto ma proprio tanto a quanto accadeva circa venti anni or sono ai tempi delle vicende passate sotto il nome di tangentopoli.

Non è detto che lo svolgimento delle storia debba ricalcare in dettaglio lo stesso copione di allora, questo lo vedremo poi, per ora possiamo osservare in quanta misura troppo sia rimasto uguale ad allora e che quelle dolorose vicende ci hanno trasmesso un ben misero insegnamento. Aleggia già ora come a quei tempi, il pericolo che tutto vada avanti secondo il modo delle reciproche accuse e  recriminazioni accompagnate da confuse difese che assieme a qualche ragione finiscono per comprendere anche l’indifendibile.

Soprattutto, come già hanno detto alcuni grandi personaggi per la parte economica, anche per la politica si può ripetere che ci sia una scarsa comprensione dei rischi che stiamo correndo. Non credo proprio che la questione possa arrivare ad una soluzione qualitativamente  accettabile col fatto di tenere o mandare via Berlusconi o semplicemente rottamando l’attuale dirigenza. Credo invece che i meccanismi che sorreggono i partiti, così come si sono consolidati dal dopoguerra ad oggi, ivi compresi vari aspetti degli  insediamenti sociali”, abbiano fatto il loro tempo e siano ormai obsoleti, in contraddizione coi tempi e destinati a cadere per le stesse ragioni per cui cadono le pere troppo mature.

Né credo che si possano trovare soluzioni serie attraverso superficiali e a volte scriteriate soluzioni di apparenza per mezzo della  ossessiva presenza in pubblico. A mio avviso le soluzioni possibili ci sono e sono anche molto ma molto poco misteriose. Ma il primo problema è arrivare alla convinzione che ne abbiamo un disperato bisogno e non mi sembra che tranne un numero ancora piccolo di persone, tale convinzione ci sia. Mi sembra che al momento prevalga una indeterminata sensazione generale di pericolo.

La seconda questione sta nel capire che i capri espiatori e le recriminazioni non solo non servono a nulla ma peggiorano la situazione spingendo i cittadini a frazionarsi ancora di più, ed a cercare la salvezza magari attraverso la predicazione di novelli demagoghi che promettono la resurrezione attraverso il loro avvento e quello del loro pensiero particolare. Se crediamo che il problema sia nazionale e quindi generale, una premessa da rispettare è lo sgombero dal campo dei particolarismi. Semplicemente perché in questa situazione, questa è una necessità non ovviabile.

Inoltre, occorre comprendere anche al di là dei propri colori, che vi sono problemi a fronte dei quali non abbiamo soluzioni pronte. Per concludere in modo propositivo, direi che una strada percorribile da subito è selezionare, allargare, preparare i dirigenti secondo  criteri di capacità. Attingendo dall’intera società. Dedicandovi una parte dei soldi da risparmiare attraverso la riduzione "da vertigini" dell’apparato politico amministrativo che, ingrassato nei decenni, è diventato troppo pesante per le nostre spalle. Altro che ritocchi qua e là. Altro concetto, il partito non “PORTA PIU’ A CASA”,  come spesso amano dire i capi, e non rappresenta solo i non sempre onorevoli interessi degli iscritti e non si avvale solo di loro per ciò che deve fare. Specie per gli incarichi più alti. (nella foto: un politico ormai in putrefazione ostinatamente aggrappato alla poltrona)

Steve

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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