Strage di Oslo/ Il sonno della ragione. Anche a Rimini

Mario-BorghezioTrent’anni fa, a sapere chi erano i templari, a Rimini, saremo stati una cinquantina. In Italia diciamo un cinquantamila. Oggi, e ormai da molti anni, non si parla altro che di templari, rosacroce, esoterismo, santo graal, e pippe simili. Oggi si parla (a vanvera) dei templari, almeno quanto del “Grande Fratello”. Giusta la conclusione che, quando uno, oggi, parla di templari, 99 volte su 100 è matto.

Fino a poco fa, però, erano matti tranquilli, oggi un po’ meno. Abbiamo fatto questa piccola premessa per commentare le ultime uscite, anche sulla stampa locale, circa la prodezza del “templare” norvegese (Anders Breivik) che, qualche giorno fa, per combattere gli islamici, i marxisti, le femministe e il multiculturalismo, ecc. ecc., ha ammazzato un centinaio di giovani laburisti norvegesi.

Due giorni fa ha dato fuoco alle polveri l’onorevole Mario Borghezio sostenendo che, pur essendo il massacro in se e per se riprovevole (ma noo!), gran parte delle idee dello sterminatore erano “giuste” (anzi, ottime) e riproponevano quelle della nostra nota scrittrice Oriana Fallaci che, effettivamente, aveva dedicato i suoi ultimi anni di vita ad una lucida e coerente (dal suo punto di vista) guerra personale contro musulmani e “diversi”, tradottasi poi in una serie, famosa, di libri.

L’uscita di Borghezio ha suscitato ovviamente molte reazioni indignate (anche da parte della sua area politica) peraltro non troppo convinte, specialmente sulla paternità, anzi maternità, morale della Fallaci circa le idee propugnate dallo “sterminatore templare” di Oslo. Di gradino in gradino siamo scesi anche nel nostro paesello, dove stamattina ricompare su “La Voce” N. Farrell, il quale in un lunghissimo “fondo” sostiene, nell’ordine:

  • il templare non è “pazzo”;
  • definirlo “pazzo” è un complotto della sinistra che demonizza tutti quelli che non la pensano come lei;
  • le idee del templare Breivik erano (e sono) “giuste”. E’ alla fin fine, per dirla come negli anni ’70, un “compagno che sbaglia”;
  • giusta è anche la derivazione ideale dalla Fallaci.

Lui però (lui Farrel) non ammazzerebbe mai quei giovani laburisti, per quanto figli della maledetta civiltà multiculturale. Detta in breve, l’errore del “templare” non è ideologico, ma di metodo. Si potrebbe dire che è stato un tantino troppo rude. Consolati da quest’ultima certezza e dalla bontà d’animo dell’articolista inglese de “La Voce”, abbiamo chiuso il giornale. No, a Rimini i massacri li faranno in futuro solo gli islamici e i marxisti, le femministe e i “diversi”. Possiamo stare tranquilli. (nella foto: Mario Borghezio in un'elegante disquisizione politica)

Wo.

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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