Lunedì nero

CrolloItalia-300x262Come avevamo previsto, l’effetto della “manovra” della scorsa settimana è stato pari a zero. Purtroppo (e sottolineiamo: purtroppo), soggetti assolutamente scafati come sono i protagonisti della grande speculazione finanziaria, non potevano non accorgersi di quello che era abbastanza evidente. E cioè che l’importo delle nuove tasse e dei vari “tagli” imposti agli italiani, sarebbero bastati a malapena a coprire gli interessi sul maggior costo che il debito pubblico italiano è costretto a pagare per finanziare uno stato al quale nessuno più crede. In poche parole, si è verificata la previsione fatta dal nostro “Cancelliere” e di cui avevamo dato atto alla fine dell’articolo del 15 luglio intitolato: “Prima, seconda e terza classe”.

Sia come sia, pochi minuti fa, le borse hanno chiuso con il titolo di stato italiano che ormai è costretto a pagare più di 300 punti/base rispetto a quello tedesco, con un interesse sul finanziamento pari ormai al 7% annuo. Il che, tradotto in soldoni, significa per l’Italia, un costo per interessi di poco meno di 140 miliardi all’anno. Di fronte a questi numeri, è evidente che la pur sanguinosa manovra dello scorso fine settimana, fa il solletico alla speculazione e rende del tutto insostenibili i conti del nostro povero paese. Infatti essendo l'Italia una economia a "crescita zero" per mantenere invariato il deficit, con tassi d'interesse in questa misura, occorrerebbe ogni anno una manovra da oltre 100 miliardi. Il che è ovviamente impossibile. In questo quadretto da fine del mondo l’unico mistero, come diceva sempre il nostro “Cancelliere”, è come faccia il responsabile della politica economica, l’ormai mitico professor Tremonti, a restare lì. Mistero della fede! (Nel grafico: le speranze dell'Italia di salvarsi sotto la guida del mitico Tremonti)

w.

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