Carim/ Il futuro è sempre più incerto

crisi_grafic_small_1Se, giustamente, le attenzioni maggiori anche della nostra testata, vanno alla crisi mondiale che, con ogni probabilità, si avvia verso una temibile recrudescenza, non possiamo dimenticare nemmeno i tanti e purtroppo gravi problemi locali. Mentre sul Palacongressi di Cagnoni è calato di nuovo il silenzio mediatico in attesa della preannunciata inaugurazione di settembre, si fanno sempre più allarmanti le voci sulla situazione della Carim.

Essa, come avevamo già scritto nel nostro articolo del 12 giugno, probabilmente presto “saluterà” Rimini non essendo probabile che questa città profondamente in crisi, possa pensare di trovare l’enorme somma necessaria per la ricapitalizzazione. Sia essa di 100, come dicono alcuni o 200, come dicono altri, milioni di euro. Queste sembrano essere le conclusioni di questi ultimi giorni dopo vari “sondaggi” effettuati con cautela nell’ambito di quel che resta dell’industria riminese.

Purtroppo vani sono anche i pur meritevoli sforzi dei dipendenti che anche mettendoci tutta la loro liquidazione, arriverebbero al massimo a 5 o 6 milioni. Quindi sarebbe pienamente confermata la previsione fatta un paio di settimane fa cioè che per salvare il maggior istituto di credito riminese occorrerà che esso non sia più tale.

Verrà comprato da qualche cordata bancaria veneta o marchigiana, ma certamente non del nostro territorio. Una conclusione amara, come avevamo già detto, per una banca in questi anni molto al centro di polemiche, ma che comunque aveva fatto la storia di Rimini. (Nella foto: le prospettive dell'economia riminese illustrate in un grafico)

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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