Viabilità/ La "Strada di Gronda" a Santarcangelo. Perchè si rinuncia al confronto?

Pubblichiamo in prima pagina un comunicato di uno dei “comitati” costituiti a Santarcangelo di Romagna relativamente al problema della costruenda Strada di Gronda. Questo per l’enorme impatto sul territorio che avrebbe un’opera del genere, oltre ai costi ragguardevoli che essa comporta.

Da parecchi anni incombe su Santarcangelo il problema della viabilità di transito e la soluzione della cosiddetta “Strada di Gronda”, pensata per alleviare gli intasamenti della Marechiese, il forte traffico della Santarcangiolese e la pressione sull’abitato di Santarcangelo, è parsa a molti una buona soluzione: si trattava di collegare direttamente l’incrocio in cui la Via Tolemaide arriva alla Via Emilia, e quindi l’uscita autostradale di Rimini Nord, con la via Marecchiese attraversando i territori posti sulla riva sinistra del Marecchia fino a giungere al ponte di Ponte Verucchio.

Molti anni è durata l’incubazione del progetto le cui linee generali sono in successione filtrate dagli Uffici Tecnici della Provincia di Rimini in forme vaghe e ambigue, secondo una prassi non insolita nel nostro costume politico. Si procedeva comunque, nel frattempo a realizzare, tra grandi difficoltà, confronti delle Amministrazioni con i cittadini residenti nelle zone interessate, contestazioni in qualche modo superate, il primo tratto della nuova strada, collegando l’incrocio Via Emilia-Tolemaide con la via Trasversale Marecchia in prossimità del ponte sul fiume, attraversando pregiate zone agricole, ma senza sfiorare le abitazioni. L’utilità di questa bretella è testimoniata dal gran traffico, soprattutto pesante, che raccoglie e che conduce alla Marecchiese attraverso l’abitato di San Martino dei Mulini, con quali disagi degli abitanti è facile immaginare.

Continuava intanto la produzione di “Bozze di tracciato” che riguardavano il 2° stralcio del progetto, per collegare il primo tratto già in funzione con un punto non ancora definito del territorio comunale di Poggio Berni, attraversando, questa volta, non solo campi destinati all’agricoltura ma anche zone intensamente urbanizzate. E’ stato a questo punto che i residenti delle zone di via Celletta dell’Olio, via Santa Maria, San Michele si sono costituiti in “Comitato per la Strada di Gronda” con lo scopo di dare, per la conoscenza diretta che hanno della zona e col supporto tecnico di specialisti del settore, un contributo di idee ai tecnici ed agli amministratori pubblici finalizzato a segnalare la delicatezza della situazione ambientale che caratterizza la zona da attraversare, compresa tra il fiume e strade già esistenti con traffico sostenuto e costeggiate da abitazioni quasi senza soluzione di continuità. La preoccupazione di salvaguardare la salute dei cittadini direttamente interessati non ha impedito al Comitato di farsi carico anche di valutare l’importanza delle risorse idriche e dei valori ambientali paesaggistici, pur modesti questi ultimi, della zona.

Con questo spirito il Comitato ha presentato all’Assessore alla viabilità della precedente Amministrazione Provinciale un’ipotesi di tracciato stradale il meno invasivo possibile per l’ambiente naturale, paesaggistico e umano e nello stesso tempo il più possibile economico e razionale, per la riduzione al minimo di attraversamenti di altre strade, la linearità, la minore necessità di barriere antirumore, ecc. Con l’occasione l’Assessore Santi manifestò apprezzamento per il contributo tecnico e per le utili informazioni fornite dal Comitato che, formato da cittadini che abitando in loco, ben conosce la realtà locale. Non mancò neppure un certo compiacimento da parte sua per il fatto che tanti cittadini avessero deciso di intervenire con attiva e attenta partecipazione in fase di progettazione di un’opera pubblica di così rilevante importanza: questa circostanza, si sa, non sempre si verifica e, quando ciò accade, alla Pubblica Amministrazione si offre la possibilità vantaggiosa di operare non al sopra delle teste dei cittadini o contro di essi, ma insieme, valutando con equilibrio le ragioni di tutti. Vale ancora questo principio? Le osservazioni e le proposta contenute in quel progetto sono ancora a disposizione degli attuali Amministratori.

Nei recenti incontri con la cittadinanza organizzati dall’attuale Assessore Provinciale Meris Soldati il progetto di tracciato si è andato via via precisando con la presentazione di uno “Studio di fattibilità” predisposto da apposito staff tecnico. Da questo momento, tranne l’abbandono di alcune ipotesi di tracciato alternative, forse introdotte appositamente per essere poi abbandonate, il muro di gomma dell’Amministrazione ha respinto ogni proposta facendo del tracciato individuato nello Studio di fattibilità una verità monolitica e intoccabile. La sua difesa è stata però di tipo burocratico e tecnicistico; l’Assessore si limita a trincerarsi dietro le norme contenute nei tanti strumenti legislativi (P.T.C.P., R.U.E., XXX, XXX, XXX, ...) rinunciando a quello che ci si aspetterebbe dall’operatore politico il cui compito principale dovrebbe essere quello di ascoltare e valutare le istanze dei cittadini e del territorio e operare quella mediazione tra l’astrattezza delle norme e la concretezza delle situazioni.

Francamente sorprende questa difesa accanita della persunta intoccabilità del percorso individuato nello Studio di fattibilità, questo rifiuto di tener conto di osservazioni e suggerimenti avanzati da cittadini residenti, che, va sottolineato, responsabilmente si fanno carico di ospitare proprio “nel loro giardino” un’opera di tale impatto sulla loro vita.

Lascia piuttosto perplessi questa dichiarata e assoluta impotenza di fronte agli “organismi sovraordinati”: ma il mestiere della politica non è proprio quello di negoziare, concertare, mediare, cercare di ottenere il meglio? Ci si aspetterebbe un impegno più incisivo, e forse più convinto, da parte di questi Amministratori locali nel conciliare le norme con il buon senso, nell’affrontare gli ostacoli “tecnici” e risolvere i contrasti “politici”, nel far prevalere l’opportunità di una scelta rispetto all’impossibilità di farla.

Un’esortazione ai nostri politici: osate essere autorevoli, sarete in grado di superare gli ostacoli “tecnici” che si frappongono tra appiattimento burocratico e buon senso.

Tra i due scegliete il secondo e l’interesse dei cittadini.

Il Comitato “Strada di Gronda”

“Celletta dell’Olio”

Amato Mannocchi

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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