Economia/ Nessuno ne parla ma la Banca europea ci sta suonando l'allarme rosso

neroFrastornati dalle tornate elettorali, dalle uscite, quasi sempre a sproposito, dei leader politici e, da bravi italiani, distratti anche dal caldo incipiente, forse non ci siamo accorti che da due o tre giorni qualcosa sta succedendo. Sì, sta succedendo, e non di tanto simpatico.

Ormai gli avvisi della Banca europea al nostro Paese si sono fatti espliciti e pesanti. Così come il “rapporto” di ieri che mette esplicitamente l’Italia tra i Paesi “periferici” e quindi sostanzialmente a rischio. Non per caso nell’ultimo mese i nostri titoli di Stato hanno raddoppiato - insieme a quelli spagnoli - il loro “spread” (cioè il rischio) rispetto a quelli tedeschi. Anche se ormai è un rischio che corre quasi tutta l’Europa. Il declassamento di ieri del rating di tre dei più importanti istituti di credito francesi, ha il sapore di un allarme gravissimo.

Infatti il micidiale cocktail di debito pubblico/banche, ove le seconde sono, ormai, piene di titoli di Stato di dubbio valore, rende la situazione ogni giorno più allarmante. Si aggiunga a ciò, la perdurante crisi immobiliare, che, in buona sostanza, mette in dubbio il valore effettivo delle garanzie in mano alle banche, così come la diffusione dei nuovi derivati (gli ormai famigerati Etf) di cui parlavamo già nei mesi scorsi, anche se questa sigla è venuta alla ribalta delle cronache solo da un paio di settimane.

Quindi il quadro che emerge stamattina dall’insieme delle notizie provenienti dal cosiddetto “mercato globale” sono sconfortanti, e l’ennesima giornata nera delle borse lo conferma. Tale quadro sembra in qualche modo dar ragione a quei pericoli che il nostro articolista, il “Cancelliere” prevedeva proprio per il secondo semestre del 2011 nel suo articolo del 16 dicembre 2010 (e che vi consigliamo di rileggere). Non ci resta che attendere. (nella foto: un'immagine dell'Italia fra due anni)

e.b.

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