Intervista/ Amato Mannocchi parla della Pro Loco di Santarcangelo

Amato Mannocchi è un po' il "motore" della Pro Loco di Santarcangelo. Certo, tutti quelli che ruotano attorno a quest'istituzione, che nella cittadina sembra esistere da sempre, si danno un gran da fare, con in testa il presidente Giuseppe Zangoli. Ma Mannocchi ha, rispetto agli altri, una frequentazione ultratrentennale con quest'ente. "Diciamo che negli anni '70, quando a 26 anni divenni assessore al turismo e allo sport di Santarcangelo, cercai di svilupparne al massimo le potenzialità" - afferma interrogato al proposito.

Come fece? "Ho sempre pensato che un'associazione come la Pro Loco fosse l'ideale per avvicinare il cittadino alla vita pubblica. Lo pensavo allora, e lo penso tutt'oggi. Nel 1970, appena diventato assessore, chiamai a raccolta i giovani del paese: che si dessero da fare con iniziative e idee per sviluppare Santarcangelo. All'appello risposero in 150. Ricordo che quando ci riunimmo nella sala del Consiglio comunale, eravamo belli stretti… Loro volevano fare qualcosa per la comunità e per se stessi e la Pro Loco era la struttura ideale. In poco tempo ci associammo in 200. Da quel gruppo di giovani partirono delle idee brillantissime. Una per tutte: Santarcangelo dei Teatri, una manifestazione che in seguito il Comune fece propria e che è diventata quel che è diventata. Oggi, quando sento che in tanti rivendicano la paternità del Festival, mi scappa un po' da ridere. Eh no! Vorrei dire, la primogenitura dell'idea fu di quei 150 ragazzi del 1970".

Nel 2000 lei è tornato, dopo quasi trent'anni, ad occuparsi della Pro Loco nella veste ufficiale di revisore dei conti. "Ho cercato di ravvivare l'ente che, dopo quel glorioso periodo, era caduto nell'anonimato. L'ho fatto e lo faccio da una posizione più defilata. La cosa bella di questo periodo è che della Pro Loco fanno parte persone giovani e volenterose. L'attività, grazie all'impegno di tutti, è ripartita e oggi siamo tornati ad essere una realtà importante per Santarcangelo. Dai 25 soci del 2000, oggi siamo arrivati a quota 500. Un successo, me lo lasci dire".

Come si mantiene in vita la Pro Loco? "Innanzitutto, ogni tesserato paga la propria quota associativa. Non credo siano tante le realtà simili in Italia in cui la legittimazione proviene, prima di tutto, dal basso, e poi dalle istituzioni. Un'altra importante fonte d'entrate viene dalle visite guidate alla città. Il Comune ha delegato alla Pro Loco la gestione degli uffici Iat cittadini. Sono le nostre guide che informano e conducono i turisti alla scoperta dei luoghi caratteristici di Santarcangelo. Altre entrate provengono dall'organizzazione di manifestazioni e dai contributi degli sponsor ad esse collegati. Poi ci sono i contributi, a vario titolo, del Comune".

Qual è, oggi, il fiore all'occhiello della Pro Loco? "Direi l'organizzazione di "Calici Sotto le Stelle", una manifestazione tenutasi di recente. E' una degustazione di vini provenienti dalle cantine più rinomate della Romagna, accompagnata dagli assaggi forniti dai nostri ristoratori. Coinvolge tutto il paese e tantissimi turisti. Chi partecipa non paga niente, solo l'acquisto del calice che serve per bere. Ma tante altre sono le iniziative: i seminari del ciclo "Saperi e Sapori", conferenze culturali, appuntamenti sociali. Il nostro calendario va da gennaio a dicembre".

Avete qualche novità in cantiere? "Con l'inizio del nuovo campionato di calcio avvieremo una serie di contatti con le Pro Loco delle cittadine delle squadre avversarie. Noi li inviteremo a Santarcangelo proponendo un programma che comprenda il soggiorno, il pranzo, una visita alla città e il biglietto per la partita. A loro chiederemo di fare altrettanto. E' un modo per avvicinare sport e cultura e per far conoscere Santarcangelo in Italia. Assolviamo così ad uno dei compiti principali di una Pro Loco".

Flavio Semprini

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