Credito/ Le banche locali non prestano più soldi. Forse sono anche loro alla frutta?

bancheSu tutti i giornali di oggi, in particolare su quelli locali, vi sono articoli che sottolineano la difficilissima situazione del settore bancario. Il più eloquente è il titolo della “Voce” che parla di “Anno nero per le banche locali”. Negli articoli si sottolinea, sia pure in maniera un po’ troppo soft, quello di cui tutti si sono più o meno accorti: negli ultimi sei mesi le banche, nonostante si dica il contrario, non prestano più soldi. Praticamente a nessuno.

In realtà, sempre all’interno dei reportage, si parla più genericamente di “restrizione del credito” soprattutto nelle attività a rischio (in primo luogo l’edilizia) o, ancor più genericamente, “di richiesta di aumento delle garanzie”. Ma si tratta di un quadro assolutamente non corrispondente alla realtà dei fatti, che, purtroppo, è molto peggiore. Ieri, per ragioni professionali, abbiamo dovuto occuparci della richiesta da parte di un imprenditore (tra l’altro in discrete condizioni...) che chiedeva un “castelletto” di sconto per soli trentamila euro. La vicenda, simile a tante altre, è durata mesi.

Prima l’istituto di credito ha richiesto, oltre alle usuali garanzie personali, una cogaranzia di una delle varie cooperative legate alle grandi associazioni e questo per la metà dell’importo cioè 15mila euro. Non soddisfatta, la Banca ha chiesto un’ulteriore garanzia di un deposito liquido di diecimila euro da parte di un congiunto dell’imprenditore. A questo punto chiunque capisce che il rischio per la banca si riduceva a soli cinquemila euro. Ebbene, la risposta finale è stata no!

Questo episodio, (ripetiamo: simile a tantissimi altri in questo periodo), denota lo stato gravissimo del nostro sistema creditizio e dei riflessi micidiali sul meccanismo produttivo in cui le nostre piccole aziende risultano destinate ad essere sacrificate a politiche incomprensibili, oppure alla intrinseca debolezza degli istituti ormai arrivata a livelli di grande pericolosità.

Aggiungiamo che, per regola non scritta, ma applicata in modo ferreo, i finanziamenti vengono anche negati a tutti coloro che, in qualche modo, abbiano a che vedere con il Fisco. Sia perchè oggetto di accertamenti bancari, sia perchè “toccati” dalle micidiali procedure di Equitalia. Anche in questo caso, parliamo di masse non indifferenti di soggetti per i quali, l’impossibilità di ricorso al credito segna, con sicurezza, la morte della propria attività.

Quindi gli allarmi lanciati oggi dai giornali sono perfettamente giustificati, ma anche assolutamente lontani dalla vera grandezza del fenomeno che ormai è decisamente imponente. In proposito sarà opportuno andarsi a rileggere quello che scriveva il nostro editorialista “il Cancelliere” nel suo articolo del 12 maggio 2011 intitolato “Vi spiego perchè le banche non prestano più soldi e cosa succederà”. Anche in questo caso mai profezia fu tanto azzeccata. (nella foto: "il maialino", l'ultima risorsa per molti)

wkls 

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