Commercio/ Se si chiudono al traffico anche i borghi storici, rimangono in vita solo gli Iper

iperNella settimana appena conclusa, nella nostra città, o più esattamente nel suo centro, “hanno chiuso” altri cinque (5!) esercizi commerciali. Si presume definitivamente, anche se è possibile che al posto di qualcuno di essi, apra qualche altro punto vendita di “catene” commerciali di qualche genere (tanto sono più o meno tutte simili) come accade sempre più spesso. In ogni caso, i nuovi arrivi, sia pure tutti uguali, non compensano certo le perdite. I motivi? Sicuramente la crisi economica che sta vibrando adesso i suoi colpi più duri.

Ma una parte consistente di questi motivi stanno nelle scelte dell’amministrazione comunale di “isolare”, anzi, ancor più “blindare”, come dicono loro, il centro storico per renderlo inaccessibile ai visitatori. Le motivazioni esplicite, ma non vere, sono state quelle di “migliorare la qualità dell’aria” (!!!???), quelle inespresse, e ben più vere, la volontà di favorire in tutti i modi le grandi strutture commerciali “amiche” che non a caso, proprio in coincidenza con la blindatura totale del centro, andavano ad aprire lungo la Circonvallazione.

A quattro, cinque anni da questo momento topico, si possono trarre i primi bilanci: il centro ha ormai chiuso, mentre queste grandi strutture hanno ormai monopolizzato i consumi dei riminesi. E sono riuscite a farlo tanto bene che da un po’ di tempo stanno anche eliminando le casse (così togliendosi anche il peso di quel po’ di lavoro dipendente che avevano dato), costringendo i consumatori a passare attraverso le casse automatiche “self service” e pagare con carta di credito oppure con le “tessere” della stessa organizzazione commerciale che gestisce l’Iper di turno. E’ il caso di dire: “due piccioni con una fava”.

Sicuramente un grande risultato che va a vantaggio della libertà e della possibilità di scelta dei consumatori! Questo discorso lo facciamo perchè non solo lo abbiamo trattato più volte, ma anche in quanto, in questi giorni, in occasione della formazione della nuova giunta comunale, si risentono le solite proposte tese addirittura ad ampliare la zona interdetta aggiungendovi al centro in senso vero e proprio, anche i borghi (San Giuliano, San Giovanni, Sant’Andrea). Si vede che ai padroni degli Iper, la chiusura attuale non basta più e hanno bisogno di nuova “materia prima”.
Anche perchè, occorre dirlo, la qualità del loro servizio è molto peggiorata e quindi bisogna ottenere con le cattive quello che non si riesce più ad avere con le buone (con le buone, si fa per dire). Con l’aria di rinnovamento che, si dice, voglia dare il nuovo sindaco, saremmo pronti a scommettere che “l’ulteriore blindatura” della città sia cosa fatta, e, che fra un po’ dovremo tornare, ahinoi, sull’argomento. Solo per memoria di qualche lettore che non lo ricordi, vi riproponiamo di seguito un articolo di “Cronache Marziane” del 10 gennaio 2008. Chi avrà pazienza di leggerlo, potrà verificare quanto fosse esatto nelle sue previsioni. (nella foto: il direttore di una catena commerciale offre ad una ignara cliente la super-mega-gran offerta che non potrà rifiutare)
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Cronache Marziane 2/ Ztl: i numeri di un provvedimento assurdo

Creato Giovedì, 10 Gennaio 2008 08:00

Torniamo ancora sulla questione multe, zona a traffico limitato, inquinamento a Rimini. Come poter rendere ancora più chiaro a voi lettori che il provvedimento di chiusura del traffico nel centro storico è assolutamente inutile dal punto di vista della tutela ambientale, al contrario di quello che gli amministratori riminesi continuano a dire? Proviamo a far di conto.

Nei primi tre mesi in cui la ztl è andata in funzione, si sono avute circa 7mila accessi, e conseguenti multe. Si tratta di un dato assolutamente significativo perchè - dato che si è avuto un inizio "a sorpresa" dopo innumerevoli rinvii ha, per così dire, "beccato" tutti i potenziali "violatori di blocco". Di queste (sappiamo da notizie di stampa) che una parte consistente sarà annullata perchè comminata a residenti o comunque aventi diritto. Presuntivamente restano 4mila notifiche. Moltiplichiamo il dato trimestrale per 4 e avremo il totale delle sanzioni comminate e ragionevolmente comminabili in un anno: 16mila. In conclusione, Sedicimila multe per 16mila tratte percorse da e per il centro storico di Rimini.

Bene, ora consideriamo il totale dei veicoli circolanti a Rimini (solo Comune!) che è circa di 140.000 automezzi (compresi, oltre ai veicoli privati, anche alcune decine di migliaia di mezzi d'opera ed escludiamo volutamente tutti i non residenti nel Comune che pure vi transitano, e sono un numero notevolissimo, basti pensare ai turisti). Ora, in una settimana un riminese, quante volte prenderà il proprio veicolo per spostarsi? Qui andiamo sul difficile, perchè mancano dati ufficiali e certi: c'è chi usa la vettura per molte tratte al giorno (esempio: chi la usa per andare al lavoro), chi per moltissime tratte giornaliere - artigiani, corrieri, rappresentanti, ecc. - chi tira fuori la macchina un paio di volte la settimana. La maggior parte degli esperti, propende per un rateo d'utilizzo medio di due volte al giorno, quindi 14 volte la settimana. Tuttavia, per prudenza, dimezziamo questo numero e ipotizziamo che ognuno dei veicoli in questione venga utilizzato per una sola tratta al giorno, quindi sette alla settimana. A questo punto i conti sono presto fatti. Pur stando molto bassi nella stima, 140.000 x 7 dà 980.000.

Questo è il numero stimato delle tratte percorse dalle auto a Rimini in una settimana. Moltiplichiamo per 52, il numero delle settimane che compongono un anno ed otteniamo 50.096.000. Abbassiamo ulteriormente, per nostra comodità, il numero delle tratte annuali a 50 milioni. Ora, le 16mila tratte inquinanti (???) che vengono intercettate nel centro storico, sapete che parte rappresentano del totale? La 3.125esima parte (50 milioni diviso 16mila fa 3.125). Tradotto significa questo: per fermare l'inquinamento a Rimini (sic !!!) si è scelto di fare una multa ogni 3.125 auto circolanti, lasciando libere le altre 3.124.

In contropartita, si è resa la vita impossibile a migliaia di persone e desertificato il Centro. I numeri (sia pure enormemente sottostimati per rendere ancora più chiaro il paradosso e l'assurdo) dimostrano l'insensatezza della scelta operata dal Comune di Rimini. Naturalmente la scelta sarebbe meno assurda se l'Amministrazione ammettesse che la ztl non serve per fermare l'inquinamento ma per altri motivi, facilmente individuabili usando il principio del "a chi giova". (Nella foto, uno scorcio di via Soardi, bella ma ormai irraggiungibile via del Centro storico).

Davide Bianchini

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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