Dopo elezioni/ Il messaggio? La gente sceglie con meno paraocchi ideologici

I MESSAGGI che il voto e poi le sue conseguenze ci mandano occorre andarseli a cercare spigolando tra dichiarazioni, commenti, articoli di giornale e prese di posizione, ma molto dipende dalla angolatura visuale con la quale si guardano e credo che se si parte già con la necessità di difendere qualcosa o colpire qualcuno,la visuale che ne deriva può essere molto parziale e spesso fuori strada. Forse è quanto è successo a Vendola a Milano, che nella sua ira contro il cavaliere  ha finito per offendere mezza città e ricadere pesantemente negli stessi vizi che stava stigmatizzando.
Anche a me quindi può succedere di leggere i risultati ed i commenti conseguenti, con le distorsioni che mi possono derivare dalla convinzione che il tempo è maturo per una revisione profonda nel modo di esere dei partiti, che una buona parte della gente avverte il problema e che vi sono sufficienti capactà per farlo e che gli ostacoli sono rappresentati più dall'inerzia della tradizione e dalla disabitudine ad innovare con costante metodo più che dalla resistenza di forze politiche, tutto sommato assai deboli. Certo un dibattito tutto incentrato sulle opinioni favorevoli o contrarie a Berlusconi non aiuta, anzi serve a stendere una cortina fumogena che maschera la realtà dei problemi.
Draghi l'altro ieri ci ha detto proprio questo. Seppur preoccupati, fino alla paura, per il nostro futuro, stiamo facendo poco o nulla per portare i possibili rimedi alla crisi economica che sta al centro di tutta la problematica odierna. Ed è forse proprio per questo che qualche nostro giornalista afferma che abbiamo un grande bisogno di verità. Per vedere meglio.
 
L'ANALOGIA TRA NOVARA E NAPOLI. Per certi versi sono due città simboliche. Novara come il fulcro del governo della Lega e Napoli, la città che Berlusconi ha elevato a modello della sua capacità personale di intervenire e portare a soluzione problemi altrimenti irrisolvibili, come quello dei rifiuti. Ma c'è anche un altro aspetto comune fra le due città: i due candidati a sindaco più largamente minoritari che altrove hanno letteralmente rovesciato  le prervisioni risultando eletti.
Su come ciò sia potuto accadere si possono fare congetture. Quello che è certo è che la gente si è comportata in modo inusitatamente libero dagli schemi  e si può pensare che ciò potrà ancora accadere in fututo, a favore di proposte adeguate o per rigettare ciò che non convince. Il dubbio di parecchi, ed anche il mio, è che abbiano perso coloro che hanno mostrato più difetti piuttosto che abbiano vinto quelli che hanno mostrato più virtù. Mi riconosco anche nella sintesi   di quanti vedono in questi risultati una manifestazione della voglia di "altri modi",  da parte di tutta la politica.
Un alto personaggio della chiesa ha citato gli esempi dell'italiano De Gasperi e del tedesco Adenauer, due grandi capi di Stato del dopoguerra che ancora fanno scuola per serietà e senso del dovere. Questa è una razza di politici che aveva poco o nulla a che vedere con questa nostra specie di "politica dei famosi". Questi erano troppo occupati a governare il Paese, per potere partecipare ai concorsi per la classifica come migliore fico del paniere.
 
LA MORALE. Credo siamo in parecchi, al di là dei confini delle parti, a leggere i risultati elettorali finali con speranza perchè mostrano una maggiore libertà della gente nell'usare il voto non più come un articolo di fede vincolante, ma più come semplice e razionale strumento per scegliersi il proprio domani.
steve

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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