Elezioni riminesi/ E se avessero vinto Cagnoni e Piacenti? Mamma mia...

puttini.jpgArchiviata la campagna elettorale e l’elezione del sindaco, ognuno potrà fare un elenco dei “fatti memorabili” ad essa legati. Per qualcuno potrà essere la misteriosa partita Iva di Gnassi, per altri il cipiglio di Renzi che, probabilmente, passerà alla storia (la piccola, piccolissima storia di Rimini), come “il migliore tra i peggiori candidati possibili”. Poco importa.

Per noi (e pensiamo per molti), il fatto più significativo e, a modo suo, chiarificatore è, di sicuro, l’appello del vice capo del Pdl Piacenti, “alla costruzione di un monumento” per il presidente della Fiera, Cagnoni.

Questa commovente richiesta è stata fatta appena tre/quattro giorni prima del voto. Poichè della suddetta Fiera Piacenti è anche il vicepresidente, l’appello dà un tono veramente idilliaco al quadro dei rapporti tra le massime autorità dell’Ente (di solito i vice cercano di fare le scarpe ai presidenti, non i monumenti, salvo quelli funebri) ma il fatto che Piacenti sia ai vertici del Pdl mentre Cagnoni è, di fatto, uno dei soci (anzi, il socio). “di riferimento” del Pd getta una luce un po’ paradossale sulle cose riminesi, in cui maggioranza e opposizione si dividono, fraternamente, i posti migliori.

Forse Renzi, analizzando questi piccoli particolari, potrebbe capire meglio perchè ha perso. (nella foto: Piacenti e Cagnoni si coccolano dopo aver salvato la ghirba)

a.c.

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