Elezioni milanesi/ La campagna del Pdl è razzista e xenofoba

pisapiaChe le elezioni di Milano fossero le uniche importanti di questa “tornata amministrativa” e che interessino in particolare a Berlusconi lo si era capito. E che per lui, l'aiuto che potrebbe venirgli dalla Moratti, sia ben poca cosa lo si era capito ugualmente. Il sindaco uscente è tra i più impopolari e malvisti d'Italia, e in questa situazione il cambio di strategia per prendere voti è stato repentino e abbastanza inquietante ma, in un certo senso, obbligato.

In pratica, in questi giorni e in quelli a venire non si parla altro che del candidato avversario: Pisapia, "islamico" pronto a "riempire di moschee" la capitale meneghina con l'ovvio corollario di muezzin e terroristi e ancor più ovviamente “zingari”. Si sa infatti che questi ultimi, secondo la vulgata berlusconica e leghista, frequentano particolarmente volentieri le moschee (oltre ovviamente ai poligoni di tiro).

A dir la verità sembra proprio una campagna elettorale "formato scemenze". Anche se, va aggiunto, che è forse il primo caso in cui il connotato xenofobo-razzista diventa il fulcro di una strategia per vincere le elezioni. E’ accaduto in altri Paesi, ma è la prima volta che capita in Italia, almeno in questa misura. Ma, come si dice, non bisogna mai sottovalutare il peso della stupidità nella Storia.

Fra una settimana vedremo quale influsso avranno avuto questi allucinanti argomenti sull'esito della consultazione milanese, e se saranno riusciti, in mancanza d’altro, a far vincere la Letizia Moratti. (nella foto: il candidato sindaco Pisapia in una delle sue molteplici pericolose attività eversive)

w.

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