Politica interna/ Berlusconi "dittatore" mediatico

Da ieri sera gli italiani hanno avuto un assaggio di quello che li aspetta nella settimana a venire. Comizi a reti unificate, o quasi, del presidente del Consiglio, senza ovviamente alcun contraddittorio; tesi a dimostrare che in caso di sconfitta del suo partito a Milano, l’Italia precipiterà nella dittatura comunista. Il bello è che, così facendo, più o meno dimostra che in dittatura già ci siamo.
Magari non comunista, ma dittatura sì, visto che in nessun Paese del mondo, un uomo politico potrebbe usare tutte le reti televisive sempre e come gli pare, come invece sta accadendo in Italia. Il bello è che lo stesso personaggio, contemporaneamente, mentre cioè occupa la totalità degli spazi comunicativi, dice di essere censurato e di non essere capito.
Un’altra prova, se ce ne fosse bisogno, che l’Italia è ormai un paese del terzo mondo i cui abitanti sono trattati come sudditi, per giunta deficienti. Fra una settimana, al termine di questo trattamento intensivo a base di comizi e di spot, vedremo cosa sarà rimasto della capacità di discernimento degli italiani.
w.

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