Hera/ Perchè i cittadini pagheranno per gli "aiuti di Stato" alle ex Spa pubbliche

In maniera più o meno consapevole, i cittadini della provincia di Rimini, così come quelli d'altre parti d'Italia, ben presto si sobbarcheranno un nuovo passivo del loro Comune di residenza. In Emilia-Romagna, il tutto ha a che fare con Hera. Facciamo un po' di cronistoria. Negli anni '90 vengono costituite le Società per azioni pubbliche che sostituiscono le vecchie municipalizzate. A Rimini, ad esempio, cambia la natura giuridica di Amir (l'azienda dell'acqua) e di Amia (rifiuti).

Per facilitare il passaggio, il governo italiano dell'epoca concede a queste nuove Spa dei vantaggi fiscali sotto forma d'esenzione dal pagamento delle imposte che normalmente gravano sulle imprese. Questi "aiuti" vengono subito contestati da molte società europee che occupano gli stessi mercati (ad esempio dalle società francesi di distribuzione d'acqua ed elettricità), perchè creano un vantaggio competitivo a favore delle imprese italiane. In effetti, le leggi europee impediscono agli Stati membri di dare aiuti pubblici alle aziende nazionali. E i minori oneri fiscali ottenuti grazie agli aiuti di Stato si possono configurare come aiuti illeciti.

I primi esposti a livello europeo risalgono alla fine degli anni '90 e ne sono soggette, in particolare, Acea (Spa pubblica di Roma) e l'ex municipalizzata milanese Aem. Nel 2001, in Emilia-Romagna, s'inizia a parlare della creazione di Hera che, nel corso dei mesi, si costituisce e prende il posto delle Spa pubbliche. Ma, attenzione! Hera rileva le attività delle Spa, non le proprietà. Per fare un esempio: a Rimini prende il posto di Amir e Amia nell'attività di erogazione d'acqua e raccolta rifiuti, ma non diventa proprietaria delle tubature, degli immobili o degli impianti. Questi, invece, vengono conferiti ad Amir Asset e Amia Asset (con quest'ultima che, in un secondo tempo, confluirà nella prima).

Non solo: nell'accordo che porta Hera a distribuire i servizi prima di pertinenza di Amir e Amia, si stabilisce che le cause legali in corso per i cosiddetti "aiuti di Stato", sarebbero state a carico dei Comuni e non della nuova supersocietà che, ovviamente, volendo quotarsi in borsa, voleva essere al sicuro dalle conseguenze di un eventuale esito negativo delle vertenze.

Quindi impose ai futuri soci di farsene carico.

Oggi siamo in presenza di una decisione della Commissione europea che impone allo Stato italiano di recuperare gli "aiuti di Stato" a suo tempo erogati alle vecchie ex municipalizzate e quindi dà ragione ai ricorrenti stranieri.

Una mazzata a livello nazionale di parecchie centinaia di milioni di euro, visto che la trasformazione in Spa non ha riguardato, ovviamente, solo l'Emilia Romagna ma, praticamente, tutta l'Italia centro-settentrionale. Ma qui, a Rimini, e più in generale in Emilia-Romagna, cosa succederà? Che il peso di questa sentenza non graverà su Hera che è stata l'effettiva beneficiaria economica di questi "aiuti", avendo incorporato le aziende "irrobustite" da essi. Saranno i Comuni a pagare per il tramite delle società "Asset" e, per questo, vien da chiedersi: venderanno le proprietà delle tante "Amir Asset" per ripianare il buco, oppure chiederanno sacrifici ai propri cittadini?

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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