Crisi mondiale/ Il Cancelliere: "e se scricchiolano le commodities..."

Pubblichiamo la seconda parte dell'articolo del Cancelliere relativo alla situazione finanziaria nell'area Euro, con particolare riferimento alle Banche. La prima parteè stata pubblicata ieri.

"Il problema attualmente più pressante che viene continuamente citato sia pure cripticamente, per non creare panico, nei rapporti e nelle raccomandazioni delle varie autorità (Fondo Monetario, BCE, Bankitalia, ecc.) è quello dei "nuovi derivati". Di essi le banche sono piene e fra poco se ne vedranno gli effetti. Si tratta in sostanza di quei nuovi prodotti che dopo lo shock del 2008 le banche americane, specialmente, hanno immesso sul mercato in sostituzione dei titoli tossici "tradizionali" che avevano appena avvelenato l'economia.

Particolarmente sentito è il problema degli Etf (acronimo per Exchange-Traded Fund). Questi sono entrati in circolo da poco e, se si legge qualche pubblicazione specializzata, anche di non molti mesi fa, sono presentati come prodotti "costruiti", ma molto sicuri. In realtà, ormai da parecchi mesi, il sospetto è che non sia così e, sia pure in forma molto più sofisticata, essi ripropongono pari pari gli stessi rischi dei vecchi "titoli tossici" che hanno semidistrutto l'economia reale del pianeta. E' molto significativo quanto dichiarato dal Governatore della Banca del Libano. Questo Stato è considerato oggi, insieme alla Svizzera, l'unico posto sicuro per i risparmiatori. Ciò a causa del controllo ferreo che questo personaggio ed il suo Istituto Centrale esercitano sul sistema bancario.

Ebbene, il supergovernatore (Riad Salameh), che già nel 2003 aveva vietato alle banche libanesi di acquistare titoli derivati (ricevendone all'epoca, soprattutto dagli Stati Uniti accuse feroci di "conservatorismo", "reazionarismo", e "comunismo") (a proposito: averne noi di reazionari così!) oggi ha praticamente esteso questo divieto anche ai nuovi Etf. che egli tranquillamente qualifica come "nuovi derivati", senza tanti giri di parole. Recentemente ha dichiarato: "Oggi si ripresenta il pericolo di nuovi derivati, come gli Etf, potenzialmente tossici. Così, in Libano le banche non possono acquistare Etf con i loro fondi. Ogni derivato deve essere approvato alla Banca centrale, anche se venduto solo ai clienti. Di recente abbiamo rafforzato le misure: ogni collocamento privato, anche per meno di 20 clienti, deve essere da noi autorizzato prima di essere eseguito dai clienti".

Ma nel resto del mondo quali sono i pericoli reali? Gli è stato chiesto - "Il problema degli Etf - ha risposto - è che non esiste un mercato regolato. Non siamo in grado di sapere se questi strumenti siano interamente coperti (come inizialmente si diceva... ndr), o se nascondano forme di indebitamento (come ormai è chiaro, ndr.). E nessuno può esercitare un controllo effettivo. Specie per le commodity, come l'oro. Oggi, con i tassi d'interesse quasi a zero e con l'attuale spesa monetaria in Europa e negli Usa, le banche stanno cercando liquidità, creando entrate dalla vendita di Etf o altri derivati in un periodo in cui regole e controlli non sono sufficienti".

Più chiaro di così. Senza contare che è proprio anche il sistema degli Etf, legato com'è alle materie prime, a spingere in alto le quotazioni, creando ulteriore difficoltà, anche se, probabilmente, in attesa di un grosso ridimensionamento che lascerà sul terreno molti morti. La tesaurizzazione (con lo spropositato aumento del prezzo dell'oro di quest'ultimo anno, ne è una prova). Di contro, la borsa italiana è al mondo ai primi posti nelle transazioni di Etf, ed è facile capire che, proprio da questa nuova "mela della strega", inventata da questa micidiale setta di alchimisti dedita alla distruzione del risparmio e all'arricchimento delle poche "mani forti" in grado di far incetta delle prevedibili e ricche macerie, deriveranno i prossimi problemi per il nostro Paese, per l'area Euro e per l'economia globale.

La Redazione



Post Scriptum. proprio in queste ore il nostro "Cancelliere" ci segnala che sui mercati internazionali si sta verificando uno strano movimento al ribasso delle principali "commodietis", in particolare l'argento, il rame e altro e, in piccola parte, anche il petrolio. Che stia cominciando lo scricchiolio che precede il tracollo di cui si parlava nell'articolo? E' ancora troppo presto per dirlo, ma forse qualcosa succederà, e allora mai un articolo arriverebbe alla stampa tanto tempestivo.

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