Politica/ Contro la rigidità dei partiti

Molto spesso la politica non ci convince nè negli alti livelli nazionali nè a quelli intermedi e neppure in ciò che è a noi più vicino. Spesso pensiamo male ma di rado abbiamo tempo o voglia di esaminare più da vicino cos'è che non va, anche nella convinzione assai diffusa che tanto non ci sia nulla da fare. Almeno nella mia esperienza, i mali maggiori non stanno nelle frodi che pure spesso sono oggetto di scandali e suscitano grandi clamori sui nostri giornali. Ci sono invece altre facce della politica meno appariscenti che non causano violazioni nelle leggi ma che sono molto più dannose e provocano perdite economiche molto più gravi delle truffe che fanno più notizia.

Una di queste è la rigidità dei partiti che non solo ci presentano proppo a lungo i soliti volti ma hanno anche dei meccanismi bloccati e delle relazioni che aggravano la sclerosi partitica rendendo impossibile un normale ricambio sia negli uomini sia nelle idee. Proviamo ad esaminare brevemente alcune di queste cause della rigidità. Una sta nel modo di gestire potere ed posti. Chi riesce ad avere una qualsiasi posizione di comando la adopera per dare ciò di cui dispone: incarichi, posti, responsabilità, ecc. a quelli che così diventano i "suoi uomini", costruendosi così la sua cordata che convive, si allea od a volte contrasta con le cordate vicine. C'è una varietà di modi nel fare, allargare, usare questo metodo ma una conseguenza quasi obbligata e che molto difficilmente può convivere con metodi di governo che vedano prevalere la competenza, la concorrenza e l'interesse generale.

Un altro potente fattore di rigidità sono le relazioni economiche particolari tra pezzi od esponenti della politica ed imprese sia pubbliche che private. Non c'è bisogno di essere sfacciati calunniatori per affermare che anche senza violare alcuna legge, nel nostro Paese questo tipo di cosa, oltre che creare parecchi danni economici alle casse pubbliche contribuisce a mantenere più a lungo del normale le stesse persone sulla stessa poltrona. Avevo omesso un potentissimo fattore di rigidità quale il clientelismo, elemento eterno ed immarcescibile che accompagna sempre tutta la nostra politica e che assicura lunga vita ed inamovibilità a tutti coloro che sanno maneggiarlo bene. "Con un posto faccio cento preferenze personali", usava dire un riminese molto bravo in questa arte.

Tirando le conseguenze: se davvero intendiamo cambiare, le possibilità di farlo ben difficilmente ci possono venire dall'interno dei partiti. Quando un grande capo di un qualche partito ci fa un bel discorso al riguardo, magari credendoci anche lui, ben difficilmente si rende conto della realtà e molto più probabilmente si abbandona piacevolmente alla speranza. Personalmente credo sia opportuno essere un po' più realisti, magari anche con un pizzico di cinismo e contare di più su spinte interne alla politica ma esterne ai partiti per forzare gli stessi a fare quel che altrimenti mai sarebbero disposti a fare. VOTARE INSIEME, IN MODO COLLEGATO, ANNULLANDO LA SCHEDA CON UN VOTO PER OGNUNO DI VOI "per me" "per noi" o "per la repubblica " è un atto che va per questa strada. Votate, votate per chi vi pare, ma al primo turno preferibilmente per voi o per tutti noi. (nella foto, ecco spiegato il motivo della rigidità dei partiti: sono vampiri morti. Il problema è che si svegliano assetati di sangue).

Steve

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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