Politica estera/ L'Ungheria approva una costituzione di stampo fascista. C'è da meditare...

Ieri 25 aprile, mentre in Italia (e a Rimini) si ricordava la liberazione dal nazi-fascismo tra feroci polemiche e scontri, per ora solo verbali, tra i due campi contrapposti, in Ungheria veniva approvata la nuova Costituzione. Vi chiederete quale nesso ci sia tra le due cose. In realtà un nesso c'è, e anche forte. La nuova Costituzione magiara è la prima, dopo la fine della seconda guerra mondiale, a riprendere, all'interno del suo sistema, molti temi cari ai regimi fascisti o falangisti che dominarono l'Europa tra il primo e il secondo conflitto mondiale. Evitiamo, volutamente, di parlare di "nazismo" che, pur strettamente imparentato con il fascismo, è un fenomeno peculiarmente tedesco.

Il potere assoluto conferito costituzionalmente al governo, il controllo costituzionalmente fissato dell'informazione, il voto esteso alle minoranze etniche ungheresi presenti negli stati vicini (Romania, Slovacchia) e, di contro, la compressione dei diritti delle minoranze non magiare, riprendono i temi del regime dominante nel paese tra gli anni venti e la fine della seconda guerra mondiale. Manca solo l'antisemitismo dichiarato ma lì, bisogna ricordare, dopo il 1944/1945, di ebrei ne rimasero davvero pochi in quanto lo sterminio fu pressochè totale. D'altra parte l'Ungheria ebbe, all'interno del complesso sistema dell'Impero austro-ungarico, un ruolo assolutamente decisivo nel determinare, poco meno di cent'anni fa, lo scoppio della guerra 1914-1918 che ha cambiato per sempre il volto del nostro mondo.

Ma vi sono tante altre coincidenze, su cui preferiamo non dilungarci, che costituirebbero un interessante motivo di riflessione sui passaggi che sta vivendo l'Europa, e nell'Europa, il nostro Paese. Diciamo pure, senza tema di smentita, che dopo settant'anni la parola "fascismo", piaccia o no, torna ad essere di moda e in un momento di crisi quale quello attuale, il ritorno alle idee e ai metodi di questa ideologia, (coniugati secondo le forme dei vari nazionalismi), sembra far presa sui cittadini dei vari Stati, che sperimentano questo brusco "ritorno al passato". Anche qui, saranno i prossimi mesi a dirci quali saranno gli sviluppi, specialmente con le elezioni in Francia (ove il movimento dichiaratamente fascista di Le Pen è dato in forte ascesa) e lo scontro istituzionale sempre più violento in Italia. Nel frattempo altri paesi, Germania in primis, ma anche paesi del Nord Europa ed iberici, sembrano allontanarsi per timore del contagio che arriva dai cosiddetti "paesi periferici".

Certo l'Ungheria è, per lingua, dimensioni, storia, il più "periferico tra i periferici". Ma, sarà bene ricordare, che tra essi ci siamo anche noi e quello che succede in queste ore non è sicuramente tranquillizzante.

a.c.

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net