Il Cancelliere/ "Berlusconi ha creato un Homo Novus, imbecille come l'Homo Sovieticus che dice di voler combattere"

La freneticità delle notizie che ci sta sommergendo in questa Italia ormai, apparentemente, priva di bussola, ci ha indotto a cercare ancora una volta il parere del nostro "Cancelliere". Raramente il personaggio sbaglia le sue analisi, e, nonostante le difficoltà per raggiungerlo, sentirlo vale sempre la pena.

Buongiorno Cancelliere. Innanzitutto dobbiamo scusarci con lei. Perchè a metà marzo, come lei forse si sarà accorto, avevamo dubitato dell'esattezza delle sue previsioni riguardo alla guerra civile in Libia. Pensavamo che per Gheddafi fosse finita. Invece adesso i fatti le danno ragione in pieno. Niente di male... la mia era una previsione facile...

Veniamo a noi, quale è il suo giudizio sulla situazione politica italiana? Direi che il 90% l'avete già scritto voi. Specialmente negli ultimi giorni, si sta preparando uno scontro violento tra capo del Governo e Presidente della Repubblica sulle "leggine" approvate o da presentarsi nei prossimi giorni. La situazione è ormai sfuggita di mano anche ai "normali" consiglieri del Cavaliere, che è costretto tutti i giorni a spingersi sempre più sulla via dello scontro. Gli attacchi di ieri a tutti (magistrati, Corte Costituzionale, insegnanti... ) ne sono la prova .

Lei dice che il 90% l'abbiamo già scritto, ma qual è il 10% che non abbiamo scritto o capito? Direi che l'aspetto che nè voi nè la stampa in generale avete ben approfondito è quello delle forze che il Capo del Governo rappresenta, anche quando, apparentemente, porta avanti le norme definite "ad personam".

Spieghi meglio. Il problema è molto semplice. Quando vengono portate in Parlamento e approvate leggi quali la "prescrizione breve", il "processo lungo", norme varie che dilatano i tempi dei procedimenti penali e rendono più o meno impossibile l'accertamento dei reati, tutti pensano che il presidente del Consiglio e la sua maggioranza lo facciano nel suo esclusivo interesse. Invece non è esattamente così. In realtà, vi è un intero ceto molto più ampio di quello che non sembri, interessato a mantenere una posizione di predominio senza incidenti e disturbi. Queste norme apparentemente vanno a vantaggio unicamente del presidente del Consiglio, ma è l'intero ceto (politico o parapolitico, o chi "vive di politica") che ne trae un utile non da poco.

Riflessione interessante. Lei deve pensare che l'Italia vanta il primato della corruzione del mondo occidentale (ammesso che del mondo occidentale faccia ancora parte... ), il ceto politico e tutti coloro che vi fanno riferimento, detengono una quota di privilegi in generale ed economici in particolare, assolutamente incomparabili a quelli di qualsiasi altro paese europeo. In questo senso, l'Italia è già uscita dall'Europa ed è molto più simile ai sistemi dominanti del cosiddetto terzo mondo. Se lei ci pensa bene, quali sono gli unici ostacoli a un consolidamento definitivo del predominio di questo "ceto" o "classe" che dir si voglia?

Già, quali? In linea di massima due. Il primo è il predominio della legge rappresentato in qualche modo da una legislazione uniforme applicata da una magistratura indipendente. Si tratta di un principio un po' astratto, poco percepito dalla gente, ma nondimeno essenziale nelle democrazie chiamiamole "classiche". Contro questo pericolo, il ceto dominante usa il metodo dell'introduzione di una legislazione arbitraria che lentamente (ma nemmeno tanto...) renda esplicito ai cittadini che non vi può, nè vi deve essere, uguaglianza (nemmeno teorica) davanti alla legge.

Interessantissimo. Una volta che questo principio o metodo venga portato avanti e accettato, il predominio di questo che io chiamo "ceto", diventa assoluto, e in qualche modo, per un certo tempo irreversibile.

Lei sta dicendo cose in qualche modo "estreme". Mi faccia finire. Il secondo, e più importante elemento di freno a questo sistema, nei paesi di solida tradizione democratica, è rappresentato dall'opinione pubblica.

Ha ragione, però qualcosa in Italia non funziona. Esattamente, non funziona, in quanto l'opinione pubblica è formata, giorno per giorno, dall'azione dei mezzi di comunicazione che, oltre a dare notizie, creano uno stile di vita e un insieme di valori comunemente accettati. In Italia, nell'ultimo decennio, il sistema comunicativo e di "creazione dei valori" è nelle mani non tanto e non solo di un uomo (il Capo del Governo) ma di quel "ceto" che a lui fa riferimento e pertanto si sono radicalmente modificati i valori di misura e comportamenti di gran parte della popolazione. Tenga conto che in Italia pochissimi leggono e la parte più consistente dell'opinione pubblica è "fatta" dalla televisione. Ma non tanto dalla televisione d'informazione rispetto alla quale l'utente ha delle difese. Quanto piuttosto quella del pomeriggio, apparentemente neutra, banale. E' lì che si veicolano, per la massa, le nuove gerarchie di valori.

E' un'analisi che fanno anche diversi studiosi della comunicazione. Difficile non condividerla. Lei pensi, per fare un esempio banale, alla vicenda delle escort. In quasi tutti i casi è emerso che i genitori "spingevano le ragazze" e ne facilitavano il "lavoro". Questo perchè la prospettiva di un po' di denaro e di qualche comparsata in televisione, facevano premio su qualsiasi altra considerazione di valore. Poteva lei pensarlo ancora dieci anni fa?

No, è chiaro. Eppure vi sono molte, tantissime, persone e famiglie che sono convintissime di questa nuova scala di valori. Giusto! Ecco perchè le dicevo che, anche nei suoi comportamenti e nelle sue prese di posizione apparentemente più estreme, il cavaliere di Arcore non è solo, ma rappresenta il sentire di molti. Questo gli va riconosciuto. Se poi questi "molti" siano la maggioranza o meno, come lui sostiene, può essere opinabile. Ma è certo che egli in pochi anni, ha creato attraverso i suoi Media un "uomo nuovo" con nuovi valori, molto simile a quell' "homo sovieticus" che egli dice di combattere.

Cosa ci riserva il futuro? Vedrò di dirglielo domani...

wkls

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