Politica estera/ Ce la prendiamo con la Francia, come nel '36. Come mai?

La giornata di ieri, 7 aprile, in Parlamento, è stata straordinariamente calma in rapporto agli scontri di incredibile violenza degli ultimi dieci, quindici giorni. Ma è solo apparenza. A parte i "boatos" che circolano sempre più insistenti tra i banchi della maggioranza relativi allo scontro prossimo venturo con il capo dello Stato, qualora questi non firmi la legge "cancellaprocessi", l'altro fronte che si sta aprendo è quello di uno scontro voluto e cercato a tutti i costi con la Francia. La materia del contendere è quella dei profughi nordafricani che, senza tanti giri di parole, Maroni ha invitato ad andare in Francia, munendoli di un permesso di soggiorno italiano che (proprio perchè tale) dovrebbe consentire a questi profughi la libera circolazione in Europa.

La notizia fa il paio con le norme introdotte da Tremonti la settimana scorsa, per impedire le acquisizioni azionarie francesi in alcune aziende italiane, in primis Parmalat. Questa improvvisa voglia di menar le mani con la Francia, risponde a precisi calcoli di politica interna e questo i parlamentari della maggioranza non lo nascondono affatto. Si richiama un precedente storico illustre: quello delle sanzioni inflitte all'Italia nel 1936-37 quando questa invase l'Etiopia. Paradossalmente fu il momento di maggior consenso al regime fascista. Proprio il momento in cui tutto il mondo era contro l'Italia.

Adesso non possiamo permetterci uno scontro con tutto il mondo, ma un confronto con l'antipatico cugino francese, secondo i calcoli del governo, ci farebbe bene, rinsaldando le traballanti quotazioni del premier e della sua squadra. D'altra parte, cercare di inculcare nei cittadini la sindrome del nemico esterno e dello stato d'assedio, qualche vantaggio a chi governa lo porta sempre.

Non a caso, nel quotidiano sondaggio che il giornale "Libero" propina ai suoi lettori, oggi c'è questa domanda: premesso che l'Europa ci tratta male qual è la giusta reazione ? 1) Dobbiamo uscire dalla UE. 2) Dovremmo uscire dalla UE, ma siamo troppo deboli ed è meglio restare. 3) Dobbiamo restare. Secondo voi, quale risposta ha avuto dalla maggioranza dei lettori di "Libero" questo sondaggio? Vi diamo un aiutino, non ha vinto l'opzione tre.

Woland

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