Politica nazionale/ Il Pdl vuole mettere sotto processo Napolitano?

La vicenda della prescrizione breve per salvare dai suoi processi il presidente del Consiglio, nelle ultime ventiquattro ore sta assumendo toni drammatici. Questa volta dobbiamo dirlo senza ironia perchè alcuni "spunti" emersi in aula ma specialmente sulla stampa, fanno pensare che fra un mese o due arriveremo a uno scontro istituzionale senza precedenti nella storia italiana, a meno che non si risalga al mitico 1922.

Vi spieghiamo meglio: il problema non è lo scontro tra l'ostruzionismo dell'opposizione e la feroce volontà della maggioranza di "portare a casa" la prescrizione breve per il proprio capo. In questo caso discuteremmo di pochi giorni, di prima o dopo. Il vero problema è che la prescrizione breve, come ormai vanno dicendo da mesi i giuristi, è una vera e propria amnistia, ma la legge d'amnistia prevede per la sua approvazione un iter molto complesso e maggioranze qualificate. Invece la nuova prescrizione (o "processo breve" comunque la si voglia chiamare), viene approvata a maggioranza semplice e con un vero e proprio blitz parlamentare. C'è una ragione: i processi a carico del presidente del Consiglio sono in dirittura d'arrivo e possono essere eliminati solo così.

Tuttavia resta l'ultima incognita del primo vaglio di costituzionalità (o meglio di non manifesta incostituzionalità), che il nostro ordinamento affida al presidente della Repubblica. Il timore ormai esplicito che questo possa in prima battuta bocciare la legge comincia a farsi strada tra i "big" della maggioranza berlusconiana ed ecco perchè, dopo tanto tempo di rapporti freddi ma apparentemente ossequiosi verso il Capo dello Stato, da un paio di giorni circola nei corridoi della Camera dei Deputati sempre più insistente la parola "impeachment" (in poche parole: messa sotto processo del presidente della Repubblica).

Il fatto che ciò avvenga molto prima che a quest'ultimo venga sottoposta "la legge cancellaprocessi", rende esplicito che si tratta di fuoco preventivo e d'avvertimento per cercare di condizionarne il giudizio. La prova? Andate a leggere i commenti sulle edizioni online dei due giornali del presidente del Consiglio (Il Giornale diretto da Sallusti e "Libero" della coppia Feltri-Belpietro). Troverete la parola "impeachment", proprio in queste ultime ore, salire vertiginosamente nelle lettere e nei commenti dei lettori. Non è certo un caso fortuito. Anche qui è evidente che, non essendo la legge nemmeno ancora al secondo ramo del Parlamento, si è predisposta una strategia "preventiva" ben mirata non tanto sui capi dell'opposizione e nemmeno sull'odiatissimo presidente della Camera Gianfranco Fini, ma si mira direttamente al "bersaglio grosso" e cioè al capo dello Stato Giorgio Napolitano cui si fanno arrivare questi "avvertimenti"inequivocabili nel loro contenuto: "non metterti di traverso".

Quindi gli italiani si preparino, perchè se fino adesso quella patina di ridicolo che è insita in tutte le vicende dei processi del presidente del Consiglio poteva nascondere il dramma, fra pochissimo resterà solo questo con strascichi sicuramente gravi e comunque imprevedibili per il nostro Paese. (nella foto: il presidente Giorgio Napolitano)

e.b.

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