Politica/ I politici pensano che i cittadini siano dei citrulli

Che in Italia sia scomparso anche il minimo senso di vergogna per quel che si è fatto, quel che si fa e quel che si dice, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti. O almeno a coloro che conservano ancora un briciolo di capacità critica. Questo abbandonarsi ormai al grottesco più spinto avviene sia nel "piccolo" che nel "grande". Ovviamente con ben diverso effetto e gravità. Tuttavia, dà il senso di questa perdita di coscienza di cui dicevamo prima. E' evidente che la casta è convinta (forse purtroppo a ragione...) di avere a che fare con un paese formato, in massima parte, da citrulli e quindi è convinta di potersi permettere tutto.

Due episodi recentissimi, uno "piccolo" (magari "piccolissimo") e un ltro "grande", anzi, "grandissimo", ne danno la prova. Nel nostro modesto mondo riminese hanno fatto scalpore le bollette "monstre" ricevute pochi giorni fa dagli abitanti del Peep, "teleriscaldato". Ovviamente ne hanno parlato tutti i giornali. A questo punto, c'è stata (visto che le elezioni si avvicinano), una processione in parte fisica, e in parte di dichiarazioni di solidarietà, dei principali candidati: tutti ad esprimere vicinanza con gli inquilini Peep. In particolare, il candidato Andrea Gnassi si è recato sul posto promettendo la "cancellazione" delle bollette "mostro". Non è stato ben accolto...

Gli abitanti si sono ricordati che già nel 2009 lo stesso Gnassi, allora segretario del Pd, aveva fatto le stesse dichiarazioni, più o meno allo stesso uditorio, di fronte al fenomeno della inefficienza assoluta del teleriscaldamento (almeno come progettato e costruito lì). Inefficienza e costi esorbitanti sono conosciuti ormai da decenni. Il guaio è che Gnassi, delle sue dichiarazioni del 2009, non si era ricordato o, quantomeno, ha fatto finta di esserne dimenticato, ma stavolta, gli abitanti dello sfortunato quartiere invece se ne sono ricordati benissimo e gli hanno riservato, a quel che raccontano i giornali, un'accoglienza non troppo cordiale (meritatissima).

Venendo al "grande", è invece naturalmente molto più grave, e simbolo di un degrado ormai inarrestabile, la penosa sceneggiata avvenuta in una trasmissione televisiva Mediaset, l'ormai bidecennale "Forum", condotta da Rita dalla Chiesa. Lì l'altro ieri è stato inscenato un siparietto in cui una signora "aquilana" (cioè abitante dell'Aquila) ha tessuto le lodi del presidente del Consiglio sostenendo che la città più o meno è ricostruita, va tutto bene, gli aquilani vivono tutti "in graziose villette", va tutto bene, ecc., ecc.. Scenetta avvenuta con il supporto del "marito" della signora e, ovviamente, della conduttrice. La cosa è stata talmente scioccante, nella sua penosa indecenza, che qualcuno ha controllato e, in pochissime ore, si è scoperto: 1) che la signora non è aquilana, ma del pescarese, e ovviamente non c'entra nulla con il terremoto; 2) che il marito non era il marito; 3) che la signora in questione era la solita comparsa che recitava, come lei stessa ha confessato, "a copione" e, ovviamente, a pagamento. Naturalmente sia la conduttrice, sia Mediaset, di fronte al putiferio che si è scatenato, rigettano sdegnati ogni responsabilità, affermando pressapoco di essere stati ingannati dalla signora (???!!!).

Ora, vedendo su internet la signora "aquilana" e la sua performance, e conoscendo bene l'assoluta astuzia e professionalità delle reti del Cavalier Berlusconi, è evidente anche al più sprovveduto che una signora così non sarebbe in grado di ingannare nessuno, e tantomeno i marpioni di Mediaset che evidentemente con il videoreclamo hanno inscenato (male a dir il vero...) l'ennesimo spot per il Cavaliere. Quel che resta, comunque, è una sensazione di squallore infinito che lascia ben poche speranze per il futuro di questo Paese. Che i suoi governanti (grandi e piccoli), considerano ormai abitato solo da un'amorfa massa di citrulli, comportandosi di conseguenza. (nella foto: Berlusconi gioisce: è riuscito a rimbecillire gli italiani).

Woland

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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