Politica economica/ Un debito pubblico virtuale?

Come parecchi sanno, il nostro debito pubblico si aggira in cifra assoluta attorno ai 1800 miliardi di euro, ovvero circa il 130% del nostro pil (prodotto interno lordo), a cui si aggiunge un altro 4,5% circa del nostro pil per il deficit annuale del nostro bilancio pubblico. Da ricordare che i trattati che abbiamo con l'Europa ci impegnano a riportare il deficit totale entro il 60% del nostro pil e che il confronto con gli Stati europei ci vede in coda ,con forte svantaggio su Francia e Germania che sono vicine alla normalità e sorpassati solo da Grecia e Belgio che hanno un indebitamento più alto del nostro. E' a causa di questa nostra alta esposizione debitoria che i nostri ministri ci dicono che non possono spendere la moneta pubblica per rilanciare la nostra economia come tante volte si è fatto nei casi di crisi precedenti.

La cosa è discutibile ed a livello teorico si possono portare anche tesi alternative e diversi seri esperti le caldeggiano. Resta poi da vedere nel riscontro concreto quale possa essre la soluzione migliore, ma siccome al momento si deve forzatamente scegliere un solo modo, il confronto tra le diverse opzioni non è possibile. Ultimamente i ministri sembrano avere riconsiderato la possibilità di un aiuto pubblico per ripartire. Vedremo.

Tra le notizie che ci sono giunte dal Giappone c'è anche questa: il debito pubblico là ha raggiunto il 200% del pil, ossia è il doppio del prodotto lordo annuo di quel grande paese. Batte quindi quello di tutti i paesi industializzati e di molto. Batte anche noi per 200% a 130%. Nonostante questo enorme debito, abbiamo avuto notizie di varie difficoltà di quel paese ma non di una particolare crisi di tenuta finanziaria ed a questo punto si potrebbe pensare che tra i possibili motivi che permettono al Giappone di reggere un livello di debito che per noi sarebbe quasi certamente mortale, ci sia la disciplina e la coesione dei giapponesi messa in evidenza anche durante le attuali grandi tragedie nazionali. Ragionamento che ci porterebbe ancora una volta a pensare che anche da noi la virtù più necessaria sia la coesione nazionale e il senso dello Stato che non hanno solo un valore etico ma anche quello immediatamente pratico di darci una più ampia facoltà di manovra economica di fronte alle difficoltà.

Steve

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