Lettera aperta (e commentata) ai cittadini/ Conciliazione obbligatoria: soluzione o fregatura?

Caro cittadino,

sai che dal 21 marzo la giustizia civile verrà "svenduta" a privati e comincerà così la sua definitiva rottamazione, con un altro aumento ingiustificato di costi a tuo carico?

Probabilmente non sai che dal 21 marzo 201l, prima di poter richiedere al giudice la tutela dei tuoi diritti, sarai costretto a subire una nuova pasticciata procedura che ti comporterà costi e ritardi. Per legge avrai l'obbligo di rinvolgerti ad un mediatore (non adeguatamente selezionato), e solo per presentare la domanda dovrai versare 40 euro. Così è: prendere o lasciare, non hai scelta! Dopodichè dovrai versare, per una causa di medio valore, da 240 a 432 euro, qualunque sia la soluzione a cui perverrà il mediatore, somma che mai nessuno ti rimborserà nè mai potrai portare in detrazione fiscale.

Sai che il tuo mediatore potrebbe non essere "quello sotto casa", perchè potresti essere convocato anche a centinaia di chilometri di distanza, e che se non ti presenti lo farai a tuo rischio, perchè un domani un giudice potrebbe valutare negativamente la tua assenza? E SE LA MEDIAZIONE NON RIESCE, COSA SUCCEDE? Avrai pagato inutilmente queste somme che nessuno ti restituirà; dovrai necessariamente ritornare dal tuo avvocato il quale potrà, finalmente (dopo 4/5 mesi!), accompagnarti avanti al giudice. E' questa, secondo te, la legge che dovrebbe accelerare i tempi della giustizia, ridurre i costi e portare vantaggi ai cittadini?

I nostri lettori si chiederanno: ma di cosa stiamo parlando? Ebbene, quello che avete appena letto è il "manifesto" che è stato redatto dall' "Organismo unitario dell'avvocatura italiana", per gli amici Oua che è una specie di Consorzio che raggruppa gli Ordini territoriali italiani degli avvocati. Sul contenuto del manifesto niente da eccepire. Fotografa bene, anche per i non addetti ai lavori ma dotati ancora di raziocinio, il "senso" (?) e gli effetti di una riforma che dovrebbe far scomparire il diritto, la logica e il senso dell'eguaglianza di fronte alla legge.

Infatti adesso (ma come si dice "a babbo morto" visto che entrerà in vigore tra pochi giorni), avvocati e giudici (una volta tanto compatti...), si sono mossi per metterne in risalto l'assurdità. Tuttavia, pensandoci bene, come scriveva il nostro F:C:, ieri nell'articolo: "Due notizie che danno un'idea del punto in cui siamo", "C'è del metodo in questa follia". Obbligando (sì, avete capito bene: "obbligando"!) i cittadini a "passare" attraverso questi "organi privati" di mediazione che non devono applicare il diritto, è chiaro che il messaggio è che può benissimo esistere una società senza diritto (cominciando dal diritto civile... ma mai porre limiti alla provvidenza).

Ma una società senza diritto uniforme applicato per tutti (come è stato il mondo per una quindicina di secoli diciamo tra la fine dell'Impero Romano e la nascita dello stato moderno fondato sui principi dell'uguaglianza e del trattamento uniforme in base al primato della legge), non vuol dire una società senza regole: ci sarà una società in cui predomineranno regole, variabili di volta in volta, applicate però secondo le due grandi leggi di "natura": la legge del più forte e lo stato di necessità. Due leggi non scritte che, guarda guarda, favoriscono di per sè sempre i poteri forti. Infatti: oggi fa sorridere vedere banche, istituzioni finanziarie, gruppi monopolisti della produzione e della distribuzione, ecc., fare a gara per istituire questi nuovi organismi che dovrebbero "sostituire" i giudici.

Ma se ne capissimo il senso profondo, ci sarebbe poco da ridere E' evidente che gli stessi pastori che hanno "munto" la vacca fino quasi a farla morire hanno deciso di papparsi anche la carne... Forse questa, passata alla chetichella e nel disinteresse quasi generale, è una riforma molto più "epocale" dell'altra, sempre nel campo della giustizia (penale), di cui si blatera in questi giorni. (nella immagine: l'unico libro d'ora in poi necessario per esercitare le legge in Italia)

wkls

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net