Crisi/ Due notizie che danno l'idea del punto in cui siamo

Due spigolature dai giornali di oggi, normalmente trattate nelle pagine interne che, secondo noi, danno invece un segno potente del degrado che avanza con la velocità di una peste medievale e, col fattivo aiuto delle cosiddette "autorità" mette in discussione i cardini stessi della nostra società. Per prima merita attenzione la notizia tratta dalle periodiche statistiche di Banca d'Italia, che indica il rapido e drastico peggioramento della situazione finanziaria degli italiani. Solo nell'ultimo mese sono diminuiti dell'1,7% i deposti di risparmio e aumentate del 5% circa le richieste di finanziamento al sistema bancario (ci piacerebbe sapere qual è la percentuale di successo di queste richieste...).

Rimane poi "stabile" (ma è una stabilità da paura!) il rateo delle insolvenze attestato al 30% (!!!). Questo indica che quel tanto di solidità economico-finanziaria del "sistema famiglie" che è stata in questi decenni un po' il vanto della nostra politica economica, si sta sbriciolando come un castello di sabbia e sono ormai lontani i tempi in cui, per consolarsi, si diceva che il debito pubblico italiano (per quanto enorme), era in mano agli italiani stessi tramite i Bot. Non tutti sanno che non è più così da diversi anni, che ormai grandissima parte dei nostri titoli pubblici sono, come si dice, nelle "mani del mercato" (ergo: delle grandi istituzioni finanziarie) e questo, al primo soffio di vento, rischia di spazzarci via come è avvenuto per Grecia, Irlanda e Portogallo.

In ogni caso il dato è chiaro: oggi gli italiani, puramente e semplicemente per sopravvivere, sono costretti a "dar fondo" ai risparmi e provare a chiedere nuovi prestiti. Si badi bene: solo per sopravvivere. L'altra notiziola passata in secondo piano, ma a nostro avviso importantissima e significativa dell'attuale deriva, è il fatto che, per effetto di una legge approvata alla chetichella (e se ricordiamo bene, con voto "bipartisan") un paio di anni fa, oggi per difendere in giudizio le proprie ragioni, occorrerà obbligatoriamente, nella stragrande maggioranza dei casi, passare prima che dal giudice, davanti a un cosiddetto "organo di mediazione" che dovrebbe comporre le liti di tutti i generi senza formalità, senza l'uso del diritto, e senza assistenza legale.

Si sono attrezzati in tal senso ovviamente i soliti: grandi istituzioni finanziarie (banche, assicurazioni, associazioni di vario genere, Lega delle Cooperative, Camere di Commercio e altro "fritto misto" vario). Alcuni ordini professionali, tipo i commercialisti, ne vedono esplicitamente un'occasione per affrancarsi dalla tutela dei legali, per effetto della irrilevanza delle regole di diritto in questa specie di "conciliazione senza diritto". Il segno è anche qui palese e non equivoco: pur con tutte le sue lentezze e difetti, il sistema del Diritto, fin dagli albori della civiltà, è l'unico che garantisce la differenza tra cittadini e semplici sudditi (o, come si dice oggi, "consumatori").

Immaginiamo solo per un attimo con quale leggerezza d'animo i poveri italiani dovranno (obbligatoriamente, ripetiamo, e pagando... naturalmente) passare per far valere i loro (sempre più precari) diritti, proprio attraverso quegli "Istituti di mediazione" finanziati da Banche, Assicurazioni, gruppo monopolistici, ecc. Cioè i loro peggiori nemici che giorno dopo giorno, li divorano già. Pezzettino per pezzettino. (nella foto: i nuovi maialini portamonete delle famiglie italiane)

f.c.

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net