Società/ Secondo l'Università Cattolica di Roma, italiani sempre più poveri

Quando ancora un paio d'anni fa il nostro terribile "Cancelliere" avanzava le sue previsioni sul futuro dell'Italia, dobbiamo dirlo, anche i più cinici e "scafati" di noi pensavano che (almeno un po'...) esagerasse. Abbiamo dovuto ricrederci... Ne è la riprova l'ultimo rapporto dell'Osservatorio della Salute dell'Università Cattolica di Roma che - quasi ignorato dalla stampa e "censurato" (ovviamente) dalla televisione - (troppo occupata da "grandi fratelli", "isole" e "stelle ballanti" per occuparsi di simili quisquilie), traccia un quadro allarmante della situazione sanitaria del nostro Paese, stressato dalla recessione economica.

Secondo il "Rapporto" un italiano su 10 non ha potuto sottoporsi a una visita specialistica per la salute della bocca pur presentandone la necessità assoluta. I tre capitoli, cure odontoiatriche, alimentazione e movimento sono interamente a carico delle famiglie, anche se "in qualche regione, come Lombardia, Piemonte e Veneto si comincia a parlare di odontoiatria sociale" - dice Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università Cattolica e coordinatore del rapporto presentato oggi a Roma. Ma, nel resto d'Italia, questo settore è quasi del tutto privato, e quindi moltissime famiglie non "ce la fanno" nel modo più assoluto a far fronte a questo costo. "Con la crisi - prosegue Ricciardi - le famiglie non possono acquistare cibi salutari e non possono iscrivere i figli ad una pratica sportiva", con conseguenze che il rapporto ha misurato in un aumento del sovrappeso e dell'obesità, sia negli adulti che nei bambini. E questo, secondo Ricciardi, "si rifletterà sulla necessità di cure per questi individui tra qualche anno". Per consolarsi, invece, continua il trend di aumento del consumo di farmaci antidepressivi e cocaina.

L'altra emergenza riguarda i camici bianchi: il nostro Paese è vicinissimo ad un'emergenza per il calo di medici, infermieri e operatori sanitari. "Entro pochi anni si registrerà, infatti, una carenza notevole che deve essere affrontata da subito per garantire i livelli di assistenza", spiega ancora Ricciardi. Solo per i medici nel 2015 ci saranno 60mila pensionati che non potranno essere sostituiti. E se per far fronte alla situazione già dallo scorso anno il ministro della Salute ha chiesto un aumento del 10% delle immatricolazioni a Medicina (che, ricordiamo, è "a numero chiuso" da ormai trent'anni), "la misura, purtroppo, darà frutti solo tra una decina d'anni, quando le matricole di oggi si saranno specializzate. E' un problema da affrontare subito - continua Ricciardi riferendo i dati del Rapporto - perchè già oggi non ci sono medici in alcune specialità come pediatria, anestesiologia, radiologia, rianimazione, otorinolaringoiatra, igiene e sanità pubblica". E, in futuro, "ci sarà una crisi terribile in chirurgia".

Come chiunque può capire, è un quadro che è poco definire allarmante. Ma, a parte pochi specialisti e (ovviamente i poveri interessati) non sembra fare granchè fare notizia. D'altra parte, un Paese in cui il ministro delle Finanze (chissà perchè definito ancora "un genio" da alcuni organi di stampa e dall'altro "genius loci" italiano: Bossi) ha appena dichiarato che "con la cultura non si mangia..." c'è poco da sperare per il futuro. (nella foto: lo stupore di Giulio Tremonti di fronte al sondaggio).

wkls

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