Esteri/ Morire per Gheddafi? Per alcuni si può

A leggere la pagina degli "Esteri" del Resto del Carlino di domenica 20 febbraio c'e' da rabbrividire. Nell'ordine abbiamo tre articoli da far rizzare i capelli in testa, tutti a commento del massacro di sabato in Libia dove Gheddafi ha fatto sperare addosso alla folla (150 morti). Comincia Stefania Craxi che invita a non buttare "a mare" i regimi dei vari dittatori. Il motivo è il solito: secondo il nostro governo sarebbero la diga contro l'Islam. Continua poi Berlusconi dicendo "di non disturbare" Gheddafi. Anche qui,il motivo è evidente. Non potendo il presidente del Consiglio (almeno per un po'), sparare sulla folla come gli piacerebbe, si accontenta delle fucilazioni del suo amicone e socio dell'altra sponda del Mediterraneo.

Tuttavia il massimo lo raggiunge l'anziano giornalista Arrigo Petacco che in una breve intervista (breve, ma talmente confusa nelle idee da essere di difficile riassunzione), conclude spronando più o meno espressamente i cristiani a bandire una crociata contro l'islamismo dichiarando che bisogna essere disposti "a morire per il proprio Dio" e rammaricandosi che "nemmeno i preti", oggi sembrano disposti a farlo. E' sottinteso che in questa crociata naturalmente l'alleato" buono" è sempre Gheddafi, per il quale, ovviamente oltre che per il nostro Dio, dovremmo essere disposti a morire. A chi dubiti di quello che abbiamo scritto, un caldo invito ad andare a leggere sul Resto del Carlino queste tre "perle". Vedrà che non abbiamo esagerato per niente.

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