Economia locale: le notizie come le palle del bassotto

Chissà perchè a Rimini anche le notizie arrivano sempre dopo. Come si diceva una volta "come le palle del bassotto". Infatti da qualche giorno i titoli della stampa riminese portano messaggi allarmanti: "imprese al collasso, nel 2010 settantacinque fallimenti"; "crisi nera dell'artigianato e del commercio" e via disperando. E pensare che lo dicevamo da anni. Completa il quadro il Carlino, che da qualche giorno invita a "non distruggere San Marino non buttando il bambino insieme all'acqua sporca". Dopo che per anni gli si è sparato contro a palle incatenate, ci si accorge che l'embargo senza quartiere decretato contro i nostri vicini costerà qualche decina di migliaia di posti di lavoro.

Ma toh! Addirittura adesso si dice che "dietro alle mele marce ci sono centinaia di imprese serie"(!!!). In questo quadro veramente allarmante occorre fare un paio di precisazioni. I 75 fallimenti del 2010 (nel 2009 erano stati una quarantina) dicono poco. Infatti con la legge da pochi anni in vigore, fallire è diventato per le piccole imprese praticamente impossibile. Per cui quel "75" andrebbe moltiplicato per 3 o 4. Quindi rapportato agli "anni buoni" i fallimenti attuali non sono il doppio ma almeno 7 od 8 volte tanto. Un bel risultato non c'è che dire.

Quanto alla ormai conclamata e certificata crisi del commercio e dell'artigianato andrebbero distinte le cause. Nel caso dell'artigianato è prevalente la congiuntura economica internazionale e l'effetto della delocalizzazione attuata dalle grandi imprese all'estero negli ultimi anni. Nel caso del commercio, invece, sono prevalenti cause locali dovute alla scellerata politica degli enti locali che hanno favorito in maniera invereconda i vari monopoli distributivi. Tutto ciò a Rimini è particolarmente evidente con la incredibile realizzazione dell'iper "Le Befane" con le conseguenze di annientamento del tessuto commerciale cittadino facilmente prevedibili e che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Questo è avvenuto, e l'abbiamo scritto più volte nella assoluta indifferenza dei vertici delle associazioni commerciali (i vari Venturini, Di Angelo, Mirko Pari, ecc.ecc.) succedutisi in questi anni. Quindi le lamentazioni odierne più che interessare ormai fanno tutt'al più incazzare. Almeno chi abbia ancora voglia di pensare e riflettere. Chissà poi se su questa "ondata di verità" (purtroppo tardiva) che negli ultimi giorni ci sta sommergendo sulla stampa, influiscono le notizie assolutamente sconfortanti che arrivano dal fronte turistico. anche con le crisi dei paesi mediterranei (potenzialmente concorrenti), un meno dieci/meno quindici per cento, nel 2011, sembra che non ce lo caverà nessuno. (nella foto: ressa in spiaggia il 15 agosto 2011)

e.b.

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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