Politica nazionale/ Italia, Paese guidato da una combriccola di strani tipi...

Che l'Italia fosse un Paese "sfigato" qualcuno lo sospettava da tempo. Diciamo che è diventata una certezza da quando una combriccola di strani tipi lo governa in modo quantomeno discutibile. Tuttavia, che si riuscisse a fare un casino come quello che è venuto fuori con la "festa" dell'Unità d'Italia il 17 marzo, anche il più pessimista avrebbe fatto fatica ad immaginarselo. Questa festa sta sulle "balle" ad una buona metà del Governo (Lega e soci) per ragioni ideologiche. E fin lì si capisce. Odiando l'idea stessa di Stato unitario, e facendo di tutto per distruggerlo e metterlo in ridicolo, è abbastanza ovvio che detestino l'idea di festeggiarlo e, anche quando ne parlano, fanno ben attenzione a far capire che, per loro, potrebbe essere anche l'ultimo.

Dall'altra parte, quel che resta del vecchio Movimento Sociale (La Russa e pochi altri), spingono per questa festa, anche perchè è una delle poche cose che dei vecchi ideali missini possono tentare di salvare nell'imperante regime erotico/mediatico facente capo al loro attuale "lider maximo". In mezzo stanno gli italiani e, tra questi, particolarmente patetica, la figura del ministro dell'Istruzione, la ormai mitica Mariastella Gelmini che, a poche settimane dall'evento, ormai destinato a sicuro fallimento, non ha ancora deciso se le scuole chiuderanno o meno.

D'altra parte, sembra ovvio: se è una festa, le scuole devono rimanere chiuse, se non lo è, devono rimanere aperte e, se rimangono aperte, vuol dire che non è una festa. Persino le A.U.S.L. non sanno se quel giorno potranno o non potranno erogare le prestazioni. E questo dà ancora più l'idea del senso di ridicolo che ormai permea ogni passo nel nostro povero Paese, e dello sfascio ormai evidente di ogni nostra istituzione e di quel minimo di senso civico che dovrebbe esistere per poter parlare di "Stato". In ogni caso, è ovvio che i nemici dell'unità d'Italia hanno già vinto, anche perchè, in questo clima da sagra di second'ordine, se festa sarà, sarà la festa del ridicolo e del disgustoso. Buon compleanno Italia!

m.c.

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