Evasione fiscale/ "Caro Sassi, non tutti i riminesi sono truffatori"

Con un po' di ritardo - dovuto ai suoi impegni professionali - il nostro "Woland" risponde all'articolo del lettore Daniele Sassi che abbiamo pubblicato sotto il titolo "Ecco perchè sui riminesi evasori nessuno si pronuncia" il 31 gennaio scorso.

Nella sua lettera, Daniele Sassi, a commento del nostro articolo "Per il Sole Ore Rimini è peggio di Gomorra", fa due affermazioni l'una certamente condivisibile, l'altra, a nostro avviso, profondamente errata. Innanzitutto pensiamo sia chiaro che nessuno potrà accusarci di tenerezza verso l'attuale classe politica riminese. In primo luogo è vero quello che dice Sassi, e cioè che la domanda che abbiamo fatto ai nostri politici: "Cos'hanno da dire sul violentissimo attacco del Sole 24 Ore" è una domanda retorica. Retorica nel senso che già si sapeva la risposta. No, non hanno da dire niente. Ma si tranquillizzi, Sassi, lo sapevamo già. E lo si è visto benissimo, nonostante la pesantezza dell'attacco e la sostanziale equiparazione San Marino=Rimini=evasione=mafia.

Tutti hanno fatto finta di non vedere e sentire (anche se, come si dice, conoscendo i nostri polli è anche possibile che parecchi degli interessati non se ne siano accorti davvero!). Tuttavia, contrariamente a quello che evidentemente pensa Sassi (e traspare benissimo dalla su lettera...) il non aver niente da dire da parte di questi benemeriti signori non vuol dire che il "Sole 24 Ore" ed il suo inviato Lionello Mancini abbiano ragione. Vuol solo dire che ormai a Rimini prevale una tale somaraggine, trascuratezza, superficialità, per cui si è disposti ad accettare qualunque cosa. Accettare anche che, a nostro avviso ingiustamente, si faccia di Rimini un "unicum" italiano e lo si paragoni (in peggio) alle realtà criminali che spadroneggiano in larga parte del nostro paese.

Vede Sassi, il "Sole 24 Ore" (ed il suo "inviato" in particolare) non cadono dalla Luna. Vengono da quella realtà lombardo-veneta (di cui il giornale di Confindustria è l'espressione), che quanto ad evasione non ha nulla da imparare (nè quindi, logicamente, da insegnare) da nessuno. Quello che è stato combinato da quelle parti con l'Iva. e le frodi connesse fa impallidire non dieci, ma cento San Marino. Eppure, ci si occupa solo di questa (e dei confinanti riminesi-romagnoli) e si tace (salvo qualche trasmissione molto, molto coraggiosa, tipo "Report") di "quello". Non solo non si trova magari anche modo, così "en passant", di far "ingoiare" a "quello" la maggior realtà creditizia riminese (CARIM) che, come si vedrà, tra poco finirà (chissà perchè, facendo prima "un giro" per le Marche...) proprio nelle mani dei "morali" lombardo-veneti che soppianteranno gli "immorali" evasori romagnoli.

Per quanto ci riguarda, pur essendo piuttosto vecchi e pur avendo visto (anche troppo), come funziona l'evasione anche, e soprattutto, nelle zone d'elezione del "Sole 24 Ore", non ci sogneremmo comunque mai di accusare i lombardi o i veneti di essere tutti degli evasori (così come, e l'abbiamo detto, tutti i siciliani di essere mafiosi, i campani camorristi, eccetera...). Quindi il silenzio sugli attacchi (purtroppo non solo verbali, ma anche molto pratici...) contro la nostra vita da parte dei nostri politici, dimostra solo che o sono distratti, o sono degli ignavi. In realtà è vera la seconda...

Non dimostra invece che i romagnoli siano delle canaglie, e che la loro ricchezza (molto transitoria...) derivi dagli intrallazzi con San Marino, le cui fortune (anche "evasorie") sono molto, molto più tarde. Quel poco che c'è stato e quel pochissimo che resta, e ancor meno resterà, deriva, prevalentemente, dal loro passato lavoro. Quindi nessuna "stucchevole retorica dei tempi passati", come la definisce Sassi, ma un più che crudo realismo. Di questo lavoro, dicevamo, qualche altro (e qui la responsabilità e complicità della classe politica nostrana è prevalente ed evidente), negli ultimi anni ha fatto piazza pulita. Ma questa è un'altra storia. Amen.

W.

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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