Italia/ Multe: ultima frontiera della fiscalità italiana

In tutto il Paese si registra una strana tendenza: sempre più amministrazioni pubbliche comprano laser misuratori della velocità (o fotored che dir si voglia). Il perchè è presto detto: le multe agli automobilisti sono concepite ed utilizzate come uno strumento di gettito. Queste hanno dunque perso la loro originaria funzione sanzionatoria ed "educativa" per diventare una fonte d'entrata. Per molti Comuni, ormai, le somme derivate dalle multe effettuate sulla strada sono la fonte di maggiore entrata dopo l'ici. Questo è più vero giacchè le multe dei vigili urbani entrano nei bilanci preventivi dei Comuni.

Ovvero, all'inizio dell'anno l'amministrazione decide quanto deve incassare da questo tipo d'ammende. E lo fa tenendo conto di quanto ha incassato l'anno precedente e maggiorando la cifra di una qualche percentuale. Ma se gli automobilisti di quel Comune diventassero tutti più ligi ed attenti al codice della strada? Come farebbe la suddetta amministrazione ad incassare quanto previsto? Multando il malcapitato automobilista per infrazioni minuscole? Può essere. La tendenza dell'ultima ora è questa: piazzare autovelox e pistole laser su strade provinciali o comunque a grande percorrenza, piuttosto che su strade destinate al traffico cittadino. Anche in questo caso, il perchè è presto detto: su strade percorse da traffico di passaggio, è più facile multare cittadini di altri Comuni rispetto a quelli del proprio.

In questo modo, il "gettito" che si ottiene è dovuto da cittadini "extramoenia", e si danneggia di meno la propria immagine di amministratori (poche cose fanno incazzare un cittadino/automobilista come una multa presa su una strada larga, diritta e scorrevole perchè si va ai 60 chilometri l'ora anzichè ai dovuti 50, mentre si sta andando al lavoro). Questa tendenza "estrema "pare aver preso piede anche da noi. Sulla stampa dei giorni scorsi si è letto di un folle numero di multe appioppate nei pressi d'un incrocio semaforico a Santarcangelo. E pare che la Comunità Montana della Valmarecchia abbia comperato queste apparecchiature da posizionare lungo le strade della vallata. E' facile prevedere che quando Rimini e la Valconca si adegueranno, la vita degli ignari automobilisti sulle strade disseminate di "trappole elettroniche" si farà durissima. Sembra di essere tornati ad una fiscalità di tipo arcaico (forse quello che ci meritiamo...).

Vi ricordate il film "Non Ci Resta che Piangere" con Benigni e Troisi? I due, tornati nel XV secolo, per attraversare un ponte su un carro devono pagare una moneta per il transito. E, nel tornare indietro perchè è loro caduto un sacco, devono ripagare. Tra un po' sarà così anche per gli automobilisti?

Antonio Cannini

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